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04
Dicembre

Politica. Comitato Liberi e uguali: "Superare liti e contrapposizioni"

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Pubblicato in Attualità

 

Le ultime vicende che hanno visto riproporsi stancamente la contrapposizione delle forze politiche presenti in Consiglio Comunale hanno spostato, per non dire,

oscurato l’attenzione sulla soluzione delle problematiche della città. È questa l'opinione del gruppo politico dei Liberi e Uguali con Piero Grasso, che malgrado a livello nazionale abbia aperto la strada allo scioglimento a Sciacca è ancora un partito con una sua identità e con le stesse persone interessate a portarne avanti le istanze.

 

Quelli di LEU fanno notare che si continua a non parlare di Terme, di viabilità, di sviluppo turistico di progetti europei, di programma di governo, mentre la scena è dominata esclusivamente da azzeramenti, antinomie, offese personali, composizioni di gruppi politici, dichiarazioni di indipendenza, destituzioni.

 

Continua, secondo il gruppo che fa capo, tra gli altri, a Carmelo Burgio e Tiziana Russo, il rimpallo di responsabilità su chi abbia causato un mancato finanziamento, su chi doveva e non ha fatto, sull’attribuzione di responsabilità alla burocrazia, e si afferma una sola verità: che ciò che va fatto per il bene della città non si fa.

 

Ma secondo il giudizio dei Liberi e Uguali oggi bisogna riconoscere la condizione di emergenza politica, che rischia di diventare irreversibile e che perciò richiede, pur nel rispetto dei ruoli, un salto di qualità, un ruolo costruttivo.

 

Crediamo – si legge nel documento diramato oggi - che questo stato di cose imponga a tutti di adoperarsi per superare lo stallo politico amministrativo in cui versa la città. E’ arrivato il tempo che Forze Politiche, Associazioni, semplici cittadini, professioni concorrano al rilancio della città.

 

La Politica locale designata non riesce da sola a far fronte alle esigenze della città. Ogni tema importante viene aggrovigliato e imprigionato in comunicati, lotte di premierato politico, accuse e risposte che non offrono prospettive risolutive.

 

Ma è anche arrivato il tempo, per chi è responsabile del governo, di avere l’umiltà di richiedere il coinvolgimento, nelle forme e nei tempi politicamente possibili, di quanti possano essere utili ad affrontare le problematiche della città, attraverso collaborazioni e pubbliche conferenze mirate a trovare soluzioni condivise sempre nel rispetto delle norme e delle prerogative di legge. Non comprendere questa grave situazione di stallo e continuare sulla scia dei rapporti litigiosi significa, secondo Liberi e Uguali, sprecare tempo che, invece, essendo ciò che oggi ha un valore immenso per ogni uomo e per ogni comunità, va utilizzato al meglio e non bisogna aspettare il suo trascorrere per poter dire: Non si è fatto, si poteva fare, Non mi hanno fatto fare, osservando il tempo solo quando è trascorso.

 

Liberi e Uguali lasciano a chi ne ha la facoltà ogni iniziativa, ogni decisione, ogni modo di ricercare il dialogo con la città e i suoi cittadini, sperando che alla fine del percorso non rimanga il rimpianto di non averlo fatto al tempo in cui andava fatto.

 

Un'indicazione, quella che proviene da Liberi e Uguali, che può anche indurre a riflettere sulla vicenda idrica, ossia sul piano B, che diventa quasi la metafora del futuro politico della città. Perché l'interdittiva antimafia del prefetto a Girgenti Acque ha aperto uno scenario talmente pieno di incognite che il rischio, alla fine, è che davvero nessuno improvvisamente apra più il rubinetto. E le conseguenze sarebbero devastanti. Il commissariamento dell'ente gestore, pur essendo stato assegnato ad una persona di altissima levatura manageriale come Gervasio Venuti, si inquadra comunque in un contesto dalle gambe d'argilla. Quanto durerà? È ragionevole puntare sulla speranza che il TAR respinga l'impugnazione della decisione del prefetto? E se l'esito giudiziario fosse diverso? Insomma: parallelamente alla risoluzione del contratto bisogna subito pensare al futuro. L'ipotesi più ragionevole è quella di una società pubblico-privata, che gestisca l'acqua nei comuni tuttora nelle mani di Girgenti Acque. Che, poi, sono quelli che prima dell'avvento dell'ente gestore erano gestiti dall'EAS. Non possiamo illuderci, dunque, che in un modo o nell'altro Girgenti Acque possa continuare ad esercitare il suo servizio in mancanza di soldi, di motivazioni e di prospettive per il futuro. E Francesca Valenti è chiamata a costruire un altro scenario. E se, nel farlo, aprisse un tavolo di concertazione aperto all'opposizione, e quindi al resto della città, contribuirebbe pure ad alleggerire le tensioni degli ultimi tempi.

 

Letto 149 volte Ultima modifica il Martedì, 04 Dicembre 2018 14:26

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