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19
Giugno

Biodigestore, Terme e Acqua ieri in Consiglio

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Pubblicato in Attualità

 

È stata, quella di ieri, una seduta consiliare incentrata solo ed esclusivamente sul dibattito.

Due i temi discussi e che erano stati ampiamente annunciati: il primo, la vertenza TERME; il secondo le prospettive relative al futuro della gestione idrica. Argomenti ai quali, però, se n'è aggiunto un terzo: quello riguardante il progetto del biodigestore della My Ethanol che la ditta Moncada Energy realizzerà all'interno della distilleria Kronion.

 

Punto, questo, sul quale l'opposizione ha sollecitato l'amministrazione Valenti ad intervenire, se necessario anche presso il prefetto di Agrigento, affinché il Libero Consorzio di Agrigento revochi la cosiddetta “AUA”, l'autorizzazione unica ambientale (rilasciata a quanto pare col meccanismo del silenzio assenso) ma che, anche sulla base del parere della professoressa Patrizia Livreri, non sarebbe legittimo. Parere, quello della docente dell'università di Palermo per il quale, secondo l'opinione dell'assessore Fabio Leonte, lo stesso Comitato di contrada Piana Scunchipani, che sta protestando per la natura di questo investimento, preoccupato delle possibili refluenze ambientali, avrebbe dovuto presentare un esposto alla magistratura.

 

Opinione, quella di Leonte, non condivisa oggi dal portavoce del comitato in questione Rosario Vitrano, il quale tiene a far sapere che non è mai stata abbassata la guardia, e che i componenti del comitato stanno affrontando la battaglia in solitudine. Vitrano il quale ricorda anche però che gli amministratori comunali sono, tra l’altro, dei pubblici ufficiali, e che se dunque Leonte è a conoscenza di fatti reato, vada lui in Procura.

 

Si è poi parlato della vicenda Terme. Francesca Valenti ha rassegnato all'aula l'imminente acquisizione da parte del comune della gestione del parco delle Terme da parte della regione, chiarendo poi che non ci sono altre notizie, né ci sono stati ulteriori incontri con l'assessore Armao. Precisazione, questa, che riguarda lo stato dell'arte dell'attesa bozza per aprire alle manifestazioni d'interesse, fermo restando che il governo della Regione si è pubblicamente impegnato a licenziare questi documenti nei prossimi giorni, anche a margine della consegna del parco. Ci sono state proteste da parte delle opposizioni, le quali hanno dichiarato che si aspettavano una relazione ben più dettagliata da parte del sindaco in ordine alle prospettive future.

 

Sulla vicenda idrica, infine, la questione rimane quella di un ruolo, quello dell'Assemblea Territoriale Idrica, tuttora in una fase di attesa, posto che si attende che gli uffici dell'ATI stabiliscano l'elenco dei comuni beneficiari della facoltà prevista dall'ormai celebre articolo 147, ossia la gestione diretta in condizioni particolari (fonti qualitativamente pregiate o sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree naturali protette ovvero in siti individuati come beni paesaggistici). Scenario, questo, che, a quanto pare, al momento solo Santo Stefano di Quisquina sarebbe in grado di potere vantare.

 

A rimanere sul tappeto è la questione ben più concreta dei 17 comuni che non consegnarono gli impianti a Girgenti Acque e che, sebbene di fronte alla prospettiva di una gestione totalmente pubblica, superando quella privatistica, non intendono compiere un passo indietro, respingendo puntualmente gli appelli in senso contrario.

 

Letto 120 volte Ultima modifica il Mercoledì, 19 Giugno 2019 14:35

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