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Luglio

Depuratore di Sciacca, lavori ancora bloccati

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Pubblicato in Attualità

 

Giacciono da anni a Roma, in maniera che ormai può definirsi “implacabile”, nei cassetti dell'ufficio del commissario unico per la depurazione Enrico Rolle,

i due progetti da complessivi dieci milioni di euro (i relativi finanziamenti sono disponibili da un bel po' di tempo) riguardanti rispettivamente il completamento della rete fognaria e del sistema di collettamento all'Impianto di depurazione di Sciacca e la realizzazione del secondo modulo del medesimo depuratore.

 

Investimenti a lungo bloccati dopo che, nell'ambito del tentativo pre interdittiva di risolvere il contratto con Girgenti Acque, all'epoca titolare dell'intervento, l'ufficio del professor Rolle prese possesso di quei progetti esecutivi, pur onorando le spese di studio che erano state sostenute dall'ente gestore.

 

Ci si illuse che quel passaggio potesse essere una sorta di “svolta” all'avvio degli interventi. Sono trascorsi diciotto anni dall'inizio dei lavori del primo stralcio del Parf e del primo modulo del depuratore comunale. Progetti importanti sul piano della civiltà ambientale per il territorio. Importanti ma non sufficienti. Sì, perché solo il secondo stralcio della rete fognante e il secondo modulo del depuratore comunale potranno completare l'opera. Tanto è vero che al momento l'impianto di contrada Bellante, ancorché modernissimo, non riesce a coprire il fabbisogno dell'intera popolazione. Solo con il secondo intervento sarà possibile convogliarvi tutti i reflui cittadini. Non dimenticando che in estate la popolazione saccense come minimo raddoppia. Impossibile, dunque, riuscire a depositare in mare le acque bonificate di tutto il territorio. Il progetto varato da Girgenti Acque non prevedeva la condotta sottomarina di allontanamento dei reflui. E questo è un vero peccato.

 

Al momento sono decisamente numerose le zone di Sciacca non ancora collegate col depuratore. Tra queste c'è il popoloso agglomerato compreso tra le zone Cappuccini e Ferraro. Ci sono poi aree sprovviste completamente di rete fognante, ossia Lido, Foggia e Cutrone San Calogero. Si capisce come sbloccare questi interventi sia di fondamentale importanza per il miglioramento della situazione ambientale nel territorio saccense. Una situazione ambientale che al momento rimane dunque in una sorta di limbo. Più volte il sindaco Valenti ha ottenuto notizie sull'imminente avvio dei lavori. Cosa però non ancora avvenuta. Lo stesso commissario Rolle a dicembre del 2017 rispondendo ad una richiesta di chiarimenti avanzata da un privato cittadino aveva risposto che nel maggio 2018 i lavori sarebbero iniziati. Il tempo è trascorso fino ad oggi infruttuosamente. E dire che se è nato l'ufficio del supercommissario Rolle è stato proprio perché l'Italia è finita sotto infrazione dell'Unione Europea per i gravissimi ritardi che si sono accumulati proprio nei progetti di depurazione delle acque in oltre un centinaio di città italiane. Una maximulta quella inflitta da 25 milioni di euro a cui vanno aggiunti 30 milioni di euro ogni ulteriori 6 mesi di ritardi. Una sentenza, quella della Corte di giustizia europea, che risale ormai al lontano 2012. E' facile fare due conti per capire quanto sta costando tutto questo ad un paese in gravissime difficoltà. Come dire che con i soldi che si pagano di multa altro che lavori di realizzazione o rinnovamento degli impianti di depurazione si sarebbero potuti fare.

 

Un sistema paese, l'Italia, che continua dunque a non funzionare, soprattutto se nell'immaginario collettivo vengono rappresentate come emergenze quelle che emergenze non sono, mentre un problema di questo tipo, come quello degli impianti di depurazione, sembra non venire considerato come prioritario nell'agenda politica.

 

Sciacca non è da sola a scontare questi ritardi. Sei i comuni della provincia di Agrigento in attesa che si sblocchino lavori similari. Tra questi comuni c'è anche Ribera.

 

Letto 72 volte Ultima modifica il Mercoledì, 10 Luglio 2019 14:12

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