L’Assemblea dei Sindaci di AICA, riunitasi ieri mattina, alla presenza del Direttore Generale e del CdA, ha approvato il bilancio 2025, che si chiude con un risultato positivo, di circa 50 mila euro. Così l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini rispetto alla seduta nel corso della quale è stata anche esaminata la relazione annuale del Consiglio di Amministrazione, della quale l’Assemblea ha preso atto. L’Assemblea ha inoltre preso atto dell’istruttoria relativa alla nuova Consulta di AICA, completando così il percorso per la sua istituzione.
«L’approvazione del bilancio, che si chiude con un utile, è un risultato positivo e un segnale di responsabilità nella gestione di una società che svolge un servizio essenziale per le nostre comunità», dichiarano Salvatore Di Bennardo, Presidente dell’Assemblea dei Sindaci, e Alfonso Provvidenza, Vicepresidente evidenziando come nel corso dell’ultimo anno siano stati compiuti passi avanti importanti, pur in presenza di criticità che restano e richiedono un impegno costante.
Nel corso dell’Assemblea, si legge nel comunicato stampa, è stato espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’attuale Consiglio di Amministrazione con i sindaci che hanno sottolineato l’importanza di proseguire lungo questa direzione, affrontando con continuità le criticità e dando seguito agli obiettivi condivisi.
Non sono mancate posizioni particolarmente critiche rispetto alle diverse problematiche relative al servizio, ma anche alla situazione economica di Aica. Sul bilancio si sono astenuti, ad esempio, i comuni di Agrigento e Favara.
Ieri sera, durante la seduta del consiglio comunale di Sciacca, Alessandro Curreri ha posto la questione dei debiti dell’Azienda Idrica. Si parla di 87 milioni di euro, ha dichiarato il consigliere che ha chiesto al sindaco Fabio Termine di riferire sull’esito dell’assemblea nel corso della quale è stato approvato il bilancio 2025. La preoccupazione manifestata da Curreri è che a fronte di ingenti debiti (soprattutto nei confronti di Siciliacque) i crediti vantati da Aica non siano tutti realmente esigibili e che, quindi, la questione sia da approfondire attentamente posto che a risponderne sono i comuni della provincia. Non si può guardare soltanto al bilancio chiuso con un leggero utile, vanno letti principalmente i numeri relativi a debiti e crediti dell’Azienda Idrica, ha detto Curreri, contestando poi che nel corso dell’assemblea dei sindaci sia stata effettivamente costituita la nuova Consulta.
