Misure immediate e urgenti per fronteggiare la crisi della pesca siciliana e salvare la filiera produttiva. Le chiedono le organizzazioni Legacoop Agroalimentare e Pesca, Confcooperative Agroalimentare e Pesca, UNCI, Unicoop, Agci agroittico, Anapi pesca e Agripesca che esprimono la propria piena vicinanza alle marinerie siciliane che, da ieri, hanno annunciato lo stato di agitazione e il fermo delle imbarcazioni. Il caro gasolio rischia di essere soltanto l'ultimo tassello di una crisi che va avanti da tempo e che riguarda anche l'aumento dei costi di gestione, le difficoltà di mercato e gli effetti sempre più impattanti degli eventi e dei cambiamenti climatici.
Legacoop Agroalimentare e Pesca, Confcooperative Agroalimentare e Pesca, UNCI, Unicoop, Agci agroittico, Anapi pesca e Agripesca hanno presentato un documento ai governi, regionale e nazionale, attraverso cui propongono alcune misure che potrebbero lenire la crisi: estendere e rafforzare il credito d'imposta sul gasolio almeno fino al 31 dicembre 2026, assicurando risorse adeguate alla reale dimensione dell'aumento dei costi sostenuti dalle imprese; puntare sulla cassa integrazione in deroga, rendendola maggiormente adeguata alle specificità della pesca e alle situazioni di sospensione o riduzione dell'attività, come già fatto nel periodo dell'emergenza covid, così da tutelare reddito e occupazione degli equipaggi; rimpinguare le risorse FEAMPA destinate al caro gasolio, prevedendo risorse aggiuntive e utilizzando, ove possibile, anche strumenti di riprogrammazione, senza penalizzare gli investimenti necessari alla modernizzazione e alla sostenibilità della flotta; rivedere il coefficiente K, riportandolo ai valori adottati in occasione del precedente bando della crisi “Russo/Ucraina”, in considerazione delle significative riduzioni intervenute e del conseguente impatto negativo sui livelli di indennizzo riconosciuti alle imprese di pesca; valutare una sospensione o un differimento della contribuzione previdenziale per almeno sei mesi, con successiva rateizzazione, garantendo la regolarità contributiva delle imprese e individuando una soluzione che non incida sui limiti del de minimis e, infine, garantire il sostegno regionale al caro gasolio evitando procedure e tempi incompatibili con l'emergenza finanziaria delle imprese. Si chiede, insomma, una strategia più ampia e strutturale. Una preoccupazione per il settore più volte espressa dal responsabile regionale Legacoop Agroalimentare e Pesca Domenico Pistone. Non chiediamo interventi straordinari per privilegiare un settore – scrivono Legacoop Agroalimentare e Pesca, Confcooperative Agroalimentare e Pesca, UNCI, Unicoop, Agci agroittico, Anapi pesca e Agripesca - chiediamo di salvaguardare un comparto strategico dell'economia siciliana. Occorre intervenire ora per evitare il collasso di un intero settore.
