Cronaca |

di — letto 491 volte |
lo leggi in 3 min

Ennesimo raid vandalico al Teatro Samonà, indagano i carabinieri

Ennesimo raid vandalico al Teatro Samonà, indagano i carabinieri

Porte divelte, vetri in frantumi, estintori e manicotti degli impianti danneggiati. E ancora: una delle casse acustiche scaraventata di fuori. Perfino il passamano della scaletta di accesso al palcoscenico danneggiato e reso inservibile. È triste, tristissimo il bilancio dell'ennesimo raid vandalico operato nelle scorse ore da ignoti ai danni del Teatro Popolare Samonà di Sciacca. Indagano i carabinieri. Ma al netto del fatto che sarà difficile individuare i responsabili, se da un lato le ultime devastazioni rivelano che non è più accettabile lasciare un impianto del genere incustodito, al buio e privo di videosorveglianza, dall'altro lato si rende necessario far calare il sipario, tanto per usare la metafora più adatta, sulle concessioni a singhiozzo fatte fin qui dalla Regione Siciliana al Comune di Sciacca.

Dopo le ultime manifestazioni, dalle esposizioni di Caravaggio e Goya al calendario di rappresentazioni da parte delle associazioni culturali locali, il teatro è tornato alla Regione, che ne è proprietaria.

Il sindaco Termine ha da tempo un'interlocuzione aperta col dirigente generale del Dipartimento delle Finanze e del Credito della Regione Siciliana Silvio Cuffaro per trovare una soluzione. Quella più idonea sarebbe una concessione senza più scadenze al Comune. Rimane il fatto che sarebbe costato assai meno alla Regione un servizio di custodia del teatro Samonà rispetto ai soldi che bisognerà spendere per aggiustare i danni dell'ultimo raid vandalico.

E dire che la domenica è uno dei giorni centrali nel funzionamento di un teatro. Ma invece che spettacoli sul palco siamo di nuovo qui a raccontare i danni alle cose. Nel frattempo i danni alla Cultura e alla civiltà del popolo sono incalcolabili. Non si può generalizzare, perché le colpe di pochi non vanno estese ad una collettività che, quando le è stato concesso, ha raggiunto il teatro Samonà rispettandolo e apprezzandone la valenza. Eppure c'è stato chi ha perfino spento le cicche delle sigarette sulle poltrone.

Ma per sconfiggere questo degrado culturale bisogna che il teatro funzioni. Dal 2014 ad oggi, dalla prima concessione avuta dall'allora governatore del Rotary Giovanni Vaccaro, quando è stato possibile il Teatro Samonà ha fatto il suo dovere: quello di provare ad instillare il tarlo dell'arte nella collettività. Dove arte però significa anche rispetto del bene comune.

Le ultime iniziative, con le mostre di Mediterranea Arte su Caravaggio e Goya, hanno restituito decoro civile ad una struttura che però ha bisogno ancora del suggello definitivo al suo funzionamento: dall'eliminazioe del muro in cartongesso che divide in due il palcoscenico, al mancato funzionamento dell'impianto di riscaldamento per le rappresentazioni invernali.

Ma in questa storia di Sciacca, nelle sue contraddizioni, ovviamente, a vincere non deve essere la visione del regista cinematografico Werner Herzog. Il quale, alcuni anni fa, più o meno provocatoriamente, immaginò di demolire il teatro con i candelotti di dinamite, il tutto a favore delle cineprese. Ai vandali non può essere concesso di sconfiggere la bellezza e il futuro di questa città.

E mentre c'è sempre chi in questa città, soprattutto con profili social fake o senza foto, sottotraccia si compiace di tutto quello che accade, esclusivamente per miserabile speculazione politica, c'è ancora una Sciacca, per fortuna, che non si arrende al degrado, all'incuria e alla distruzione. È questa la Sciacca che vogliamo, quella che spera che il Teatro Samonà non sia ancora un luogo di devastazione ma quello di una nuova mostra d'arte, di una rappresentazione di prosa, di uno spettacolo musicale. È questa la Sciacca che vuol crescere, chiamata a surclassare quella che si distingue solo per danneggiare e parlare a vanvera.

tags: Teatro Samonà, Raid vandalico, Sciacca, Carabinieri, Devastazione, Arte


Il Servizio Video