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Aprile

Rifiuti, la Regione punta sui centri di compostaggio

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Pubblicato in Attualità

 

Nel piano rifiuti varato dal governo Musumeci sono previste misure

per contrastare speculazioni ed è già stabilito che priorità avranno gli impianti pubblici. È quanto ribadisce l’assessore regionale Pierobon a fronte dei problemi nella raccolta che si registrano in alcune province e che rischiano di portare ad una nuova emergenza nella stagione estiva. Con l’aumento delle percentuali di differenziata il nuovo problema riguarda gli impianti di compostaggio. Se in passato tutti i rifiuti erano diretti in discarica, con aggravio dei costi e un maggiore impatto sull’ambiente, oggi con la differenziata arrivata ad una media regionale del 32 per cento, 10 punti in più rispetto all’anno precedente, occorre investire sugli impianti di recupero e trattamento soprattutto dell’organico, che rappresenta circa il 40 per cento del rifiuto. E’ il problema che si trovano ad affrontare anche Sciacca e gli altri comuni del circondario che fanno riferimento al centro di compostaggio di contrada Santa Maria che, a fronte di un significativo aumento del quantativo di umido che viene giornalmente conferito, raggiunge il limite della capienza, facendo saltare a turno il ritiro di questa tipologia di rifiuto.

 

Per trattare l’umido, secondo i dati forniti dall’assessore Pierobon, sono attivi nell’isola 13 impianti di compostaggio, sia pubblici, sia privati, in numero quasi uguale.  Due di questi si trovano in provincia di Agrigento, uno a Caltanissetta, quattro nel Catanese, cinque nel Palermitano e uno a Ragusa. Non sono sufficienti e ad ammetterlo è proprio l’assessore regionale Pierobon che dichiara di voler puntare però sugli impianti pubblici anche per calmierare i prezzi, talvolta elevati, sia per la distanza sul territorio degli impianti sia per la scelta dei privati che aumentano le tariffe secondo i principi del libero mercato. In particolare viene annunciata la volontà di investire sugli impianti di compostaggio di Calatafimi-Segesta e Ravanusa, mentre è in corso l’iter per altri due impianti di compostaggio pubblici nei Comuni di Vittoria e Casteltermini per 60 mila tonnellate l’anno". 

 

Si sta monitorando, inoltre, la situazione di altri impianti privati e pubblici che sono chiusi per diversi motivi e, tra questi, l’assessorato regionale fa riferimento all’impianto del Polo di Castelvetrano che si spera di rimettere in funzione. Nessun cenno ad un eventuale potenziamento del centro di compostaggio di Sciacca che pure è di proprietà pubblica, della Sogeir società in liquidazione da anni.

 

Si punta anche sul compostaggio domestico e di comunità, con un bando da 16 milioni che la Regione ha da poco pubblicato, per ridurre la quantità di organico da trattare in attesa di completare gli impianti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Letto 241 volte Ultima modifica il Mercoledì, 24 Aprile 2019 14:01

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