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Luglio

Scoperto nido di tartaruga a Capo San Marco

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Pubblicato in Attualità

Il litorale di Sciacca si conferma meta preferita dalle Caretta caretta.

 

Anche quest’anno una mamma tartaruga ha deciso di deporre le proprie uova lungo la spiagga di Capo San Marco, nei pressi di uno degli stabilimenti balneari, l’Aloha. Stessa zona che era già stata scelta in precedenza per lo stesso scopo: le tartarughe hanno, infatti, l’abitudine di deporre le uova lì dove sono nate. Non a caso era già stato posizionato dal WWF un cartello nei pressi dello stabilimento che invitava i bagnanti a segnalare all’associazione ambientalista, qualora si accorgessero di alcune tracce sospette lasciate sulla sabbia, la presenza di un possibile nido di tartarguga. Questa mattina è stato un operatore ecologico, Calogero Bono, sul posto con un mezzo meccanico per la pulizia della spiaggia, ad accorgersi dei segni lasciati da una Caretta Caretta.

L’operatore, intuendo la presenza del nido, ha fatto inversione con il mezzo salvando così, grazie alla propria sensibilità, il nido da una triste fine. Sono stati allertati immediatamente gli operatori del progetto europeo Euroturtles del WWF, di cui Dylan Pelletti è il responsabile di zona, per attivare la rete di volontari del progetto tartarughe del WWF autorizzato dal Ministero dell'Ambiente. Allertata la guardia costiera e la ripartizione faunistica,come spiega Giusepe Mazzatta del WWF, è stato messo intanto un recinto di messa in sicurezza provvisoria che nei nei prossimi giorni sarà ottimizzato. Adesso inizia il periodo di sorveglianza del nido, le cui uova dovrebbero schiudersi tra la fine agosto ed i primi di settembre.

È con gioia che i saccensi accolgono la scelta delle mamme tartarughe di nidificare sulla sabbia dorata di Capo San Marco. Nel 2018 non è stata segnalata la presenza di alcuna deposizione, mentre quest’anno ecco sorgere il primo “recinto” a salvaguardare le uova sotterrate. Nel tempo i bagnanti sono stati educati a riconoscere i segni lasciati dalle tartarughe ed i possibili nidi, attraverso numerose iniziative, rivolte anche a giovani e bambini, tra WWF, Marevivo ed altre associazioni ambientaliste. E la scoperta e la sensibilità dell’operatore ecologico che oggi ha evitato di distruggere le uova sono proprio il risultato sperato.

 

Letto 105 volte Ultima modifica il Mercoledì, 10 Luglio 2019 14:16

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