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16
Dicembre

Antiquarium. Valenti e Mondino: "No alla chiusura"

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Pubblicato in Attualità

 

Il destino dell'antiquarium di San Calogero, purtroppo, è assai più chiaro di quanto Nello Musumeci voglia lasciare intendere.

Se, infatti, sabato mattina ad Agrigento all'inaugurazione di una mostra il Governatore ha precisato di non avere mai detto che il museo sarebbe stato chiuso, chiarendo di averne disposto solo una migliore organizzazione, fruizione e gestione delle risorse umane (da trasferire in siti con un numero più alto di visitatori), dall'altro è un fatto concreto che ci sia una disposizione che sancisce come dal primo gennaio si operi un'apertura al pubblico dell'antiquarium solo in presenza di specifiche richieste di visitatori.

 

 

 

La questione non può dunque che continuare a far discutere. E mentre ha raggiunto la soglia di 500 firme la petizione contro il ridimensionamento dell'antiquarium promossa dal Comitato Civico Patrimonio Termale e da Italia Nostra, oggi il sindaco Francesca Valenti e l'assessore ai Beni culturali Gisella Mondino fanno sapere che l'amministrazione comunale si oppone a qualunque forma di chiusura del museo, che deve continuare a rimanere aperto per non rischiare di fare la fine di altre strutture. Messaggio, quello degli amministratori comunali, contenuto all'interno di una lettera indirizzata al direttore del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi Roberto Sciarratta, da cui l'antiquarium dipende. Manifestano, Francesca Valenti e Gisella Mondino, quella che definiscono “grande preoccupazione e allarme per l'idea che il patrimonio custodito dentro l’Antiquarium di Sciacca venga così sottovalutato, così come venga considerato non significativo il numero di visitatori che annualmente qui si registra. Per l'amministrazione, dunque, la chiusura dell’Antiquarium, o la sua apertura parziale, costituirebbe un danno enorme per la città di Sciacca, per la sua immagine, per la sua storia. Un segnale di arretramento dal nostro territorio – che merita altro interesse e altre attenzioni – della Regione Siciliana. Il comune di Sciacca offre la propria disponibilità a trovare una soluzione alternativa per confermare l’apertura continua di un sito da considerarsi unico al mondo. “Non possiamo permettere che si svaluti e perda il nostro patrimonio”, dicono sindaco e vice sindaco.

 

Ma oggi a fare notizia è anche un'altra presa di posizione, ovverosia quella firmata da Spartaco Savio, presidente della “Commissione Grotte Egugenio Boegan” della Società Alpina delle Giulie del Club Alpino Italiano di Trieste, presente a Sciacca sin dal 1942 in numerose spedizioni speleologiche che hanno permesso di conoscere uno dei più grandi reticoli carsici di Sicilia, insieme alle spedizioni archeologiche che hanno accertato un santuario preistorico dentro il monte Cronio datato quattromila anni fa e la presenza della ceramica decorata più antica di Sicilia che prende il nome dello Stile del Cronio. “La realizzazione dell’Antiquarium nel 1984 vicino le grotte vaporose del monte – scrive Savio - costituisce la vetrina didattica più importante del processo di conoscenza e valorizzazione di questi beni che hanno caratteri di unicità. Pertanto – continua il presidente della Commissione Grotte del CAI - avendo appreso dalla stampa che il presidente Nello Musumeci intende chiudere e trasferire il suddetto museo, dichiara il proprio dissenso e chiede fortemente che il museo rimanga nel sito che gli è più connaturale alla sua missione documentale ed educativa”. Quelli del Club Alpino Italiano di Trieste chiedono dunque un ripensamento di questa decisione, che tanto danno arreca ad una città già privata delle sue Terme.

 

Letto 145 volte Ultima modifica il Lunedì, 16 Dicembre 2019 14:10

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