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23
Gennaio

Mozione di sfiducia. Dibattito il 31? Opposizione pronta ad insorgere

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Pubblicato in Attualità

Cresce la tensione nello scenario politico locale dopo le voci secondo le quali il presidente del consiglio comunale

Pasquale Montalbano sarebbe orientato a convocare i lavori, con all'ordine del giorno la discussione e il voto sulla mozione di sfiducia depositata lunedì mattina, per venerdì 31 gennaio. Una data che non piace all'opposizione, che la considera una specie di affronto, visto che Alessandro Curreri, uno dei consiglieri che in teoria dovrebbe votare sì alla soluzione della fine della consiliatura, rientrerà a Sciacca non prima del 3 febbraio. La conferenza dei capigruppo convocata per domani al comune si annuncia dunque particolarmente tesa. Il presunto orientamento del capo di sala Falcone Borsellino, se dovesse essere confermato, rischia di generare un fortissimo attrito tra gli schieramenti. D'altro canto, però, era anche prevedibile che la coalizione che sostiene Francesca Valenti tentasse in qualche maniera di adottare una contromossa possibile per neutralizzare il tentativo dell'opposizione di mandarla a casa. Certo questa contromossa rischia di non essere quella tra le più azzeccate. Tanto più che il 31 gennaio è anche la vigilia della celebrazione del Voto alla Madonna del Soccorso, la cui processione è programmata per l'indomani, giorno 2. Coalizione Valenti dunque particolarmente solerte e accelerata sul via libera alla discussione sulla mozione di sfiducia, preferendo per il dibattito puntare sulla prima data possibile piuttosto che sulla “data ultima”, quella che l'opposizione ritiene debba essere programmata, ovverosia il 19 febbraio. E dire che anche quella sarà una vigilia, di tutt'altro tenore, naturalmente (stiamo parlando del Carnevale 2020), ma che comunque impegna in maniera concreta un'intera comunità.

C'è chi, soprattutto nel centrodestra, è già pronto ad accusare il presidente del consiglio comunale, se dovesse davvero decidere la data del 31 gennaio, di non essere imparziale per come invece dovrebbe essere. Saranno i fatti, nelle prossime ore, a partire dall'esito finale della conferenza dei capigruppo, a stabilire se quello nei confronti di Pasquale Montalbano sia solo un processo alle intenzioni o meno. Fatto sta che la natura del dibattito politico è ormai indirizzata verso una deriva inevitabile, con uno scontro che si annuncia sempre più violento. Pare che il sindaco Francesca Valenti abbia già iniziato a lavorare alla sua relazione che pronuncerà in aula la sera del dibattito sulla mozione di sfiducia. Ma sul tappeto c'è la questione più importante, ossia quella dei numeri necessari perché la mozione di sfiducia passi. Difficile, visto come le parti si sono lasciate, immaginare al momento che il primo cittadino o chi per lei tenti di intavolare un tavolo di negoziato con il gruppo di Italia Viva di Nuccio Cusumano.

Chi sostiene la mozione di sfiducia si dice certo che i tre consiglieri comunali alla fine voteranno anche loro a favore, battendo il ferro finché è caldo. Ma è, e inevitabilmente, uno scenario di difficile interpretazione, nel quale le questioni personali prevalgono su qualsiasi ragionamento che sia di ordine politico. Se Ambrogio ambisce ad essere eletto alla ex Provincia (cosa impossibile se con la mozione di sfiducia decadrà da consigliere comunale), Guardino è sicuramente risentito per essersi visto negare lo scranno di assessore. Dovrà fare ricorso a tutta la sua esperienza il leader Nuccio Cusumano per venire a capo della situazione e decidere la linea politica finale. Anche se al momento, sul piano delle dichiarazioni ufficiali, siamo fermi ancora alle dichiarazioni di un mese fa dell'ex senatore, il quale aveva detto che l'ex gruppo di Sciacca Democratica, pur essendo uscito dalla maggioranza, non aveva intenzione di sostenere una mozione di sfiducia. Non ha mai detto niente di simile invece Paolo Mandracchia. I tifosi della sfiducia guardano anche a lui come l'autore di una possibile vendetta nei confronti di Francesca Valenti (e anche qui siamo sul livello del risentimento personale, e non sulle discussioni politiche) per essere stato esonerato dal ruolo di assessore. Insomma: al momento, se la mozione di sfiducia fosse quotata dai bookmakers, le quote offerte per le varie opzioni sarebbero tutte piuttosto bassine.

Letto 252 volte Ultima modifica il Giovedì, 23 Gennaio 2020 14:09

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