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27
Aprile

Comuni al voto. Sindaci agrigentini contestano proposta commissariamento

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Pubblicato in Attualità

 

No ai commissari, si alla proroga del mandato ai sindaci

fino a quando non si svolgeranno le elezioni amministrative. I sindaci agrigentini contestano l’emendamento proposto dal capogruppo dell’Udc all’ARS, onorevole Eleonora Lo Curto che si oppone alla proroga del mandato sindacale e consiliare per altri sei mesi nei 61 comuni prossimi al rinnovo delle cariche elettive imponendo, al contrario la nomina di altrettanti commissari straordinari negli Enti locali interessati.

 

E’ il caso, ad esempio, di Ribera e Agrigento . Un emendamento, quello del capogruppo dell’Udc già contestato dal Consiglio Regione di Anci Sicilia e che ora registra anche la netta contrarietà dei sindaci agrigentini che parlano di proposta inopportuna, rispetto al grave momento che si sta vivendo a causa dell’emergenza sanitaria.

 

Proprio in queste settimane, hanno scritto nel documento inviato al presidente della Regione e al presidente dell’ARS, abbiamo potuto constatare come la figura del sindaco sia stata punto di riferimento per tutti i cittadini. Un emendamento, quello che si oppone al rinnovo del mandato degli attuali amministratori e che prevede la sostituzione con commissari, ritenuto inammissibile , perché sostengono i sindaci, si discosta dal volere del Governo centrale il quale ha già previsto la proroga delle cariche, che fissando lo svolgimento del turno elettorale fra il 15 settembre e il 15 dicembre 2020 , consentirebbe anche agli amministratori dei comuni interessati di fronteggiare l'emergenza sanitaria e socio economica.

 

A Musumeci e Miccichè è stato chiesto, dunque, di dichiarare inammissibile l’emendamento, in subordine di proporre all’onorevole Lo Curto il ritiro della proposta e in caso di diniego che il voto in aula avvenga in modo palese e non segreto. I cittadini dei 61 comuni interessati al voto, sostengono i sindaci agrigentini, hanno il diritto di sapere chi ha votato a favore e chi no quello che riteniamo sia un obbrobrio. Sindaci che si appellano al principio della trasparenza e che chiedono al parlamento siciliano di agire nell’interesse della collettività e a tutela di un ruolo, quello di primo cittadino, oggi più che mai in prima linea al servizio delle proprie comunità.

 

 

 

Letto 413 volte Ultima modifica il Lunedì, 27 Aprile 2020 14:20

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