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Maggio

Acqua pubblica, c'è tempo fino al 31 maggio per approvare lo statuto della società consortile dell'ATI

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Pubblicato in Attualità

Scade il prossimo 31 maggio, ed è un termine perentorio, l'approvazione da parte di tutti i consigli comunali dei 43 comuni della provincia, dello statuto della nuova società consortile per la gestione dell'acqua pubblica nell'Agrigentino. Forma societaria decisa all'interno dell'Assemblea Territoriale Idrica, quella tuttora presieduta da Francesca Valenti, dopo che, con le interdittive antimafia inflitte dal prefetto a Girgenti Acque e alla controllata Hydortecne, è stato necessario costruire uno scenario del tutto nuovo, dopo un dibattito lungo diversi anni.

Il sindaco di Sciacca, stando a quanto apprendiamo, non nasconde più la sua preoccupazione per i ritardi che stanno accompagnando l'approvazione dello statuto in questione, trattandosi di un atto fondamentale nell'ambito di un iter di approvazione per il quale il Consiglio comunale di Sciacca pare essere tutt'altro che pronto. Il punto, addirittura, non è ancora stato nemmeno trasmesso alle commissioni consiliari competenti (Affari Generali da un lato, Bilancio e Finanze dall'altro), ancorché si tratti di un documento non certo modificabile e, dunque, l'esame presso gli organismi consiliari permanenti è solo formale più che sostanziale. Di questo passo, in ogni caso, difficilmente entro la fine di questo mese il consiglio potrà riuscire a dare il via libera allo statuto in questione. Il rischio dietro l'angolo è un commissariamento, e sarebbe una vera e propria beffa, soprattutto se si pensa a come il comune di Sciacca sia stato in prima linea nella battaglia ultradecennale per il ritorno alla gestione pubblica delle risorse idriche. Si potrebbe confidare in una proroga, ma gran parte degli altri comuni hanno già proceduto ad approvare il punto, quindi difficilmente potrà esserci uno slittamento dei termini. E questo anche se siamo reduci da un'emergenza sanitaria senza precedenti, quella legata alla gestione del coronavirus. 

Insomma: quella che attende il comune di Sciacca da qui ai prossimi giorni (soprattutto con le pressioni del sindaco) sembra una autentica corsa contro il tempo per approvare la società consortile. Solo il primo passo di una situazione completamente nuova, necessaria anche per chiudere definitivamente con una gestione (quella di Girgenti Acque) tuttora affidata a due commissari prefettizi, Gervasio Venuti e Giuseppe Massimo Dell'Aira, che faticano sempre di più a far quadrare i conti aziendali, a fronte di esigenze sempre più stringenti. È, questo, solo uno dei motivi che impongono una accelerazione immediata dei tempi, per evitare l'eventuale collasso finanziario, per il quale l'attuale gestione ha più volte richiesto un aumento delle tariffe, scenario contro il quale naturalmente i sindaci si sono opposti.

Società consortile che richiederà una partecipazione finanziaria da parte di tutti i comuni. Tutti significa anche quelli che hanno ottenuto la gestione autonoma e diretta delle risorse, sulla base dell'articolo 147, che dispone la possibilità per i territori ricadenti in aree naturali protette e con sorgenti idriche di qualità di provvedere direttamente. Riconoscimento che la stessa Ati ha dato a 8 comuni: Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Cammarata, Cianciana, Menfi, Santa Margherita Belice e Santo Stefano Quisquina. 

Letto 66 volte Ultima modifica il Venerdì, 22 Maggio 2020 14:27

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