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20
Maggio

Nell'operazione "Bazar" anche la donna incinta scoperta con la droga negli slip

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Pubblicato in Cronaca

I ricavi dallo spaccio di stupefacenti ad opera della banda sgominata nelle scorse ore a Ribera

sono stati stimati dagli investigatori in una cifra compresa tra 5.000 e 6.000 euro alla settimana. Tra gli acquirenti anche giovanissimi, in qualche caso neanche maggiorenni. È stata battezzata “Bazar”, dal nome dei tipici mercati orientali, l'operazione antidroga portata a termine nelle scorse ore dai carabinieri della compagnia di Sciacca nel territorio di Ribera. Solo che in questo mercato specifico, ovviamente di natura illegale, agli acquirenti veniva offerta merce varia ma del tutto particolare: cocaina, hashish e marijuana.

Il blitz, richiesto dalla procura della Repubblica e autorizzato dal Gip del Tribunale di Sciacca, è culminato ieri con la cattura di quella che viene considerata una banda di spacciatori composta soprattutto da nordafricani (in particolare di nazionalità tunisina) ma, naturalmente, anche da gente del luogo. Quattro le persone arrestate, a cui vanno aggiunte ulteriori tre misure cautelari contenenti per gli interessati l'obbligo di dimora nel comune di residenza. Devono rispondere, a vario titolo ed in concorso, dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti, anche a minorenni, nonché di estorsione e detenzione illegale di arma comune da sparo. Ma complessivamente, durante le varie fasi dell’indagine, i militari avevano arrestato in flagranza di reato 4 soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, denunciandone altri 5 a piede libero per lo stesso reato e segnalando 19 giovani clienti alla Prefettura di Agrigento quali assuntori di droga.

Tra gli ultimi episodi che sono collegati con l'operazione antidroga portata a termine nelle scorse ore, la vicenda della donna incinta fermata ad un posto di blocco che, come ha poi scoperto personale femminile dell'Arma, nascondeva tra gli slip cocaina e hashish. Gli inquirenti ritengono di essere riusciti a stroncare sul nascere quella che definiscono “una fiorente attività di spaccio di droga nel centro crispino”.

In un anno di indagini, quelle scattate esattamente nell'aprile del 2019 e che si sono avvalse di intercettazioni e pedinamenti, i carabinieri hanno accertato come il sodalizio criminale gestisse di fatto totalmente lo spaccio di sostanze stupefacenti di ogni tipo per poi rivenderle a clienti locali, talvolta anche minorenni, dietro appuntamento telefonico.

Luogo principale di approvvigionamento della droga da parte degli spacciatori: ancora una volta il mercato palermitano. I carabinieri riferiscono che erano due tunisini, entrambi al vertice del gruppo criminale, ad organizzare i viaggi verso Palermo per rifornirsi della sostanza, in base alle necessità dei clienti, incaricando di volta in volta i pusher di recuperare la droga e farla approdare a Ribera.

Dal capoluogo gli stupefacenti giungevano da queste parti nascosti dentro le auto oppure, in un modo di agire confermato dalle decine di interventi dei carabinieri che si sono accumulate alle fermate dei pullman, attraverso corrieri che si muovevano sui bus di linea.

Secondo il resoconto fatto dai militari agli ordini del capitano Marco Ballan, l’attività di smercio della droga avveniva dapprima con un contatto telefonico da parte dei vari acquirenti al pusher di riferimento. Il quale, a sua volta, decideva luogo e orario della compravendita, per lo più un vicolo attiguo a qualche bar del centro, cercando di essere al sicuro da occhi indiscreti. Il gruppo criminale scoperto sarebbe stato in grado di soddisfare molteplici richieste, anche di quantitativi di sostanza stupefacente considerevole, riuscendo in un caso – stando a quanto rivelato dagli investigatori - addirittura a rimediare alla lamentela di un cliente, scontento della qualità della droga acquistata, che dunque gli veniva sostituita.

L’indagine ha permesso di appurare che, in un altro caso, uno degli spacciatori avrebbe costretto un acquirente, attraverso violenza e minaccia, a consegnargli l’autovettura di proprietà “a garanzia” della somma di denaro dallo stesso dovuta per l’illecita cessione di stupefacente, generando l'ipotesi di reato di estorsione. Uno degli arrestati era peraltro proprio in possesso di un'arma. Nei vari interventi effettuati sono stati eseguiti vari sequestri di droga, per un totale di 750 gr di hashish, 120 gr di cocaina, nonché della somma di 1.500 euro, quale provento dell’attività di spaccio.

Il blitz ha impiegato una quarantina di carabinieri, una decina di pattuglie coadiuvate anche da due unità cinofile per la ricerca di sostanze stupefacenti e con il supporto di un elicottero, che ha seguito e controllato gli spostamenti degli obiettivi in ogni fase dell’operazione.

Letto 543 volte Ultima modifica il Mercoledì, 20 Maggio 2020 14:27

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