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06
Ottobre

Calogero Cascio, da Sciacca ai fotoreportage in tutto il mondo

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Pubblicato in Cultura & Spettacolo

Con i suoi scatti raccontò la mafiosità siciliana, ma anche le culture

di numerosi paesi del mondo come Israele, India, Laos, Thailandia, Vietnam, Brasile e tanti altri. Stiamo parlando di Calogero Cascio, fotografo tra i più apprezzati nel panorama internazionale. A lui e alle sue opere è stata dedicata una mostra a Roma presso il prestigioso museo in Trastevere. La mostra è stata inaugurata oggi e resterà visitabile fino al prossimo 9 gennaio 2022. Cascio era nato a Sciacca nel 1927, ma la sua attività lo ha visto protagonista, soprattutto, a Roma e in tantissime città del mondo.

Amico di Enzo Sellerio, è rimasto sempre vicino alla cultura neorealista. Le sue fotografie indagavano, in particolar modo, gli aspetti antropologici, sociali e politici del luogo che intendeva raccontare attraverso i suoi scatti. I suoi apprezzati fotoreportage, a metà degli anni '50 e '60 furono ospitati sui migliori giornali nazionali ed internazionali come il New York Times, Life, Paris Match, La Stampa, Paese Sera e tanti altri. Amava la denuncia, il voler mostrare gli sconfitti, le diseguaglianze sociali, una società priva di rispetto nei confronti degli ultimi. Collaborò a lungo sia con Vie Nuove, periodico legato al Partito Comunista, sia con Famiglia Cristiana, ciò ad indicare la potenza del suo messaggio visivo che non aveva confini politici né religiosi. Morì nel 2015 proprio a Roma dove si era trasferito nel 1949 e in questi giorni testate nazionali come Repubblica e Il Corriere della Sera gli hanno dedicato pagine importanti. Un mondo amaro ma ricco di fascino quello documentato da Cascio, per molti il fotografo dell'essenziale, considerato tra i maestri della fotografia del dopoguerra. Il suo immenso archivio adesso è stato affidato ai figli Natalia e Diego Cascio.

 



 

Letto 451 volte Ultima modifica il Mercoledì, 06 Ottobre 2021 12:10

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