Le banche continuano a rivedere la loro rete commerciale sopprimendo, di anno in anno, diversi sportelli bancari.
Secondo quanto riportato dal dodicesimo report della Fondazione Fiba di First Cisl, in Sicilia il 18% della popolazione e ben 47mila imprese hanno seri problemi di accesso ai servizi finanziari. Ragusa, Siracusa e Caltanissetta le province più esposte alla desertificazione. In alcuni paesi, quelli con meno abitanti, non è presente alcuna banca. E parliamo di comunità formate principalmente da persone anziane, non avvezze dunque con la tecnologia e l'online banking.
A livello nazionale, nell'ultimo anno, sono 95 le filiali che hanno chiuso i battenti, confermando un trend che continua ad allarmare. In Sicilia, una delle regioni che registrano il maggior numero di chiusure, sono 371mila i siciliani che non hanno a disposizione alcuna banca e 516mila i cittadini che possono utilizzare un solo sportello. Sul fronte economico risulta altresì pesante la situazione delle imprese. Ben 19mila hanno sede in città che non vedono presente alcuna banca. E 28mila sono attive in zone che hanno appeno uno sportello bancario disponibile. Comprensibili i disagi che non possono essere del tutto compensati dal ricorso all’internet banking. La Sicilia è infatti al terzultimo posto della classifica nazionale con una percentuale media di utilizzo del 35% contro il 67%, ad esempio, della provincia di Trento.
La segretaria generale First Cisl Sicilia, Chiara Barbera evidenzia che siamo di fronte ad un problema di sistema di cui le istituzioni devono farsi carico. Viene, infatti, chiesto al governo Schifani di istituire un Osservatorio regionale sull’attività bancaria che possa mitigare gli effetti della desertificazione”.
