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Indifferenziato, rifiuti all'estero dalla Sicilia. Schifani punta sui termavalorizzatori

Indifferenziato, rifiuti all'estero dalla Sicilia. Schifani punta sui termavalorizzatori

Finlandia, Norvegia, Turchia e da adesso anche Bulgaria. Sono questi gli stati esteri verso cui vengono trasportati i rifiuti indifferenziati che la Sicilia non riesce a smaltire all'interno dei propri confini regionali. Una spesa altissima, seppur necessaria, di oltre 100 milioni di euro all'anno che, oltre a far schizzare verso l'alto la spesa pubblica di mamma Regione, si riversa, ovviamente, su tutti i contribuenti. L'assessorato regionale al ramo, infatti, guidato da Francesco Colianni, ha appena autorizzato il viaggio dei rifiuti siciliani anche verso la Bulgaria almeno fino ad aprile 2027. Un pacchetto di oltre 25 mila tonnellate di indifferenziato che si vanno ad aggiungere a quelli spediti, già da tempo, verso il nord Europa e verso il Bosforo. Da anni, Regione, Comuni e Società per la Regolamentazione del Servizio di Gestione Rifiuti chiedono agli utenti di migliorare la qualità e la quantità di raccolta differenziata e, in tal senso, ampi sono stati nel tempo i passi in avanti con percentuali in forte crescita. Necessario, però, fare di più tanto a livello istituzionale quanto nella collaborazione dei consumatori finali.

Il secco indifferenziato, ossia la frazione di rifiuti domestici che non può essere riciclata, compostata o recuperata, e che viene quindi portata in discarica, continua a pesare come un macigno sui conti regionali e sulle tasche di tutti i cittadini. Le province di Palermo e Catania sono ancora molto dietro in termini di raccolta differenziata, mentre in provincia di Agrigento, ad esempio, la situazione appare essere molto migliore con vere e proprie isole felici certificate puntualmente, ogni anno, dai dati e dai premi conferiti da Legambiente. Dall'altro lato il governatore Renato Schifani sta spingendo sull'acceleratore affinché si sblocchi, il prima possibile, l'iter che porti all'apertura dei cantieri per la realizzazione dei due termovalorizzatori previsti in Sicilia, uno a Palermo, a Bellolampo, e l'altro nei pressi di Catania.

La Commissione tecnico scientifica e l’Assessorato all’Ambiente, fanno sapere i beninformati, sarebbero arrivati all’atto finale del percorso burocratico che porterà ad emettere l’autorizzazione per avviare i lavori. Ultimi dettagli, progetti perennemente da aggiornare, rilievi a cui rispondere e a cui attenersi, poi finalmente si dovrebbe partire. Ci vorrà ancora molto tempo, è chiaro, ma la Regione ha deciso di puntare su questa soluzione, vista come definitiva, per evitare di spendere ancora milioni di euro di fondi pubblici in spedizioni all'estero di rifiuti. Le posizioni, a tal riguardo, continuano ad essere controverse. Diversi esperti in transizione ecologica ritengono il sistema dei termovalorizzatori ormai superato, obsoleto ed ecologicamente non sostenibile e la stessa Unione Europea, pur non vietandoli, consiglia di non abusarne a suon di normative e di infrazioni economiche.

Da un lato rappresentano una valida alternativa alle discariche, dall'altro, per ammortizzare i costi miliardari di costruzione, si tratta di impianti che necessitano di un flusso costante e ingente di rifiuti che, al contrario, rischio di depotenziare la raccolta differenziata per cui tanto si è fatto negli ultimi anni.

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