Ha affidato ad una lettera aperta Gaspare Falautano, promotore storico del Museo del Mare di Sciacca, il suo commento alle dichiarazioni di ieri di Salvatore Monte,
che si era detto preoccupato della recente chiusura del Museo del Mare invocando un'attenzione sostanziosa verso il recupero della ex Colonia marina di contrada Muciare, per tentare di rimediare il prima possibile ad un problema culturale piuttosto serio.
Falautano dichiara oggi di avere registrato con vero piacere il senso e la ratio della presa di posizione dell'ex assessore al Turismo, dichiarando di condividerne anche il motivo ispiratore e, soprattutto, la parte in cui si invoca la necessità di guardare avanti per salvare la nostra identità e per tornare a dare fiducia a chi in questa nostra città vuole crescere e vivere.
“Sono – sottolinea Falautano - affermazioni che ogni buon politico che abbia come stella polare della sua azione quotidiana, cioè la città, dovrebbe avere come obiettivo irrinunciabile.
Monte aveva evidenziato anche che i locali del Fazello sono stati utilizzati dal comune di Sciacca sin dai tempi del sindaco Cucchiara per l’allestimento di diverse mostre. Ricostruzione talmente condivisa da Falautano che evidenzia come questa realtà strida con quella che il fondatore della Lega Navale definisce “la rappresentazione di comodo che si è cercato di propinare nei confronti dell'opinione pubblica”.
La stessa mostra del corallo e della ceramica, promossa dall'amministrazione Di Paola (e non dalla scuola, precisa Falautano), fu installata, in prevalenza, proprio in quel locale che oggi viene indicato come “Sala dei Cannoni”. Reperti che, però, chiarisce ancora l'ex capo degli Affari Sociali del comune, ben prima dell'alluvione del Novembre 2016, erano stati, in massima parte, già restituiti ai “ legittimi proprietari.
Non condivide Falautano la parte del ragionamento di Monte nella quale l'ex assessore attribuisce al ruolo della “Associazione Amici di Vincenzo Tusa” il tentativo di valorizzare il sito del Fazello anche se destinatari di locali in via temporanea.
E spiega così che quei locali sono di proprietà esclusiva del Comune. È stato il comune, infatti, in conseguenza di una sentenza, a dovere risarcire una cittadina che aveva fatto causa perché era inciampata sulla scala catalana in occasione di una serata organizzata dalla scuola. Poi Falautano precisa che la stessa cerimonia di apertura per la fruizione del museo del mare fu resa possibile grazie al notevole apporto operativo ed economico di alcuni volontari che si sono fatti carico di tutte le prescrizioni approvate anche dal professor Sebastiano Tusa in qualità di Soprintendente del Mare. Ricorda infine, Falautano, che tra i soci dell'associazione culturale “Amici del museo del Mare” ci sono anche il Circolo di Cultura, Il Cortile, il Kiwanis, Il Consorzio Corallo , La Cooperativa Agorà, la Cooperativa Tradizioni Popolari, la Associazione Con i piedi per terra e così via.
