di GIUSEPPE RECCA
L’artista saccense Franco Tramuta approda a Londra con una nuova mostra ospitata al Riverside Studios, inaugurata il 4 settembre e aperta fino al 28 ottobre. Il celebre complesso di Hammersmith, affacciato sul Tamigi, è oggi un moderno hub culturale che unisce teatro, cinema, televisione, arti visive e produzione audiovisiva. Nato come sito industriale, divenuto poi studio cinematografico e sede BBC, il Riverside ha mantenuto la sua vocazione creativa trasformandosi in uno dei poli artistici più dinamici della capitale.
Il complesso di Hammersmith, affacciato sul Tamigi, è oggi uno dei centri culturali più dinamici della capitale: nato come sito industriale, divenuto studio cinematografico e poi sede BBC, è oggi un hub multidisciplinare dove convivono teatro, cinema, televisione, arti visive e produzione audiovisiva. Una trasformazione che ha mantenuto intatta la vocazione creativa del luogo, rendendolo spazio ideale per accogliere linguaggi artistici contemporanei.
Tramuta, che vive in Francia dal 1994, porta a Londra una pittura riconoscibile per il tratto figurativo e fumettistico, una linea narrativa che attraversa le sue tele a olio. Al centro della sua ricerca c’è la coppia, raccontata nelle sue tensioni e complicità: amore, gelosia, ironia, quotidianità. Le sue scene evocano atmosfere del cinema italiano anni ’50, con eleganza rétro e richiami alla commedia umana.
La sua iconografia nasce tra Mediterraneo e memoria cinematografica: donne dai lunghi capelli scuri, civettuole come Loren o Cardinale; uomini che richiamano La Dolce Vita, con giacche sartoriali, Vespe e gesti iconici. Un immaginario che affonda nei ricordi di Nuovo Cinema Paradiso e nella Sciacca della sua giovinezza, dove la cultura visiva ha plasmato il suo sguardo.
A Londra Tramuta presenta un omaggio contemporaneo all’età d’oro del cinema italiano, dove Fellini, Gassman, Tognazzi e Manfredi riaffiorano come riferimenti culturali. Le sue tele raccontano storie di coppie immerse in scenari senza tempo, invitando il pubblico a riconoscersi nei codici emotivi della commedia umana e a riscoprire, attraverso la pittura, un Mediterraneo che continua a parlare con voce universale.
