Diciotto anni di reclusione per avere sparato e ucciso un trentunenne tunisino nel centro di Ribera. È questa la richiesta di condanna avanzata dalla pm Simona Lombardo nei confronti di Ciro Ruvolo, 51 anni, accusato dell’omicidio di Mahjoub Aymen, freddato il 10 febbraio 2025 scorso in via Buoni Amici, a due passi dal Municipio crispino. Il delitto, secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, sarebbe maturato nell’ambito dei conflitti legati al traffico locale di stupefacenti e al controllo della piazza di spaccio. Come si ricorderà, la vicenda suscitò preoccupazione e sgomento tant'è che allora venne allertato pure il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica della Prefettura di Agrigento.
Mahjoub Aymen si trovava nei pressi di un bar in compagnia di alcuni connazionali quando, all'improvviso, da un’auto in corsa, sono stati esplosi almeno tre colpi di arma da fuoco. A nulla è servita la disperata corsa verso l’ospedale “Fratelli Parlapiano” dove il tunisino è deceduto poco dopo. Immediatamente dopo il delitto è stata avviata l’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Sciacca, che avrebbe permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del riberese Ciro Ruvolo. Decisive, in tal senso, sono state le immagini estrapolate dagli impianti di videosorveglianza della zona che hanno mostrato tutte le fasi del blitz omicidiario. Ruvolo, che si è sempre professato innocente, venne arrestato dai carabinieri qualche settimana dopo l’omicidio a Porto Empedocle. Adesso la pesante richiesta di condanna. Il processo si celebra con il rito abbreviato davanti il giudice Dino Toscano. Si tornerà in aula il prossimo 7 ottobre per la discussione degli avvocati di parte civile.
