È stato a poche ore dall'udienza dinanzi al TAR di Palermo, che era fissata proprio per oggi, che la Terme di Saturnia Spa ha deciso di concedere l'accesso agli atti alla Massinelli & partners consulting, permettendo così al raggruppamento di imprese concorrente nel bando per manifestazioni d'interesse di visionare il progetto selezionato dalla Regione Siciliana. La prima richiesta di accesso agli atti era stata negata sulla base del principio del cosiddetto "segreto industriale". A questo punto, sulla base della sopravvenuta carenza d'interesse, l'avvocato di Massinelli Calogero Marino ha al momento ritirato la richiesta avanzata ai giudici amministrativi di annullare l'opposizione all'accesso agli atti. Rimane da verificare il secondo ricorso tuttora pendente, quello rigurdante l'esclusione dalla manifestazione d'interesse del progetto della Massinelli & partners consulting e il riesame dell'intera procedura.
Intanto il progetto per la realizzazione di un parcheggio nell'area dell'ex ospedale di Sciacca sembra procedere sempre più verso una sua concretizzazione. Fabio Termine è stato convocato a Palazzo d'Orleans giusto stamattina per fare il punto della situazione con lo staff del presidente della Regione Renato Schifani. D'altra parte è stato proprio il governatore a dare l'impulso all'operazione in questione, assumendo una posizione netta all'interno di un percorso strategico condiviso, quello volto a creare tutte le condizioni affinché il progetto di ristrutturazione e riapertura delle Terme di Sciacca vada a buon fine. Il destino del vecchio ospedale è contenuto in un accordo di programma tra Regione Siciliana, Asp di Agrigento (proprietaria del bene) e comune di Sciacca. Il tema centrale è il finanziamento necessario per demolire l'edificio di via Figuli e per realizzarvi un parcheggio da circa 500 posti auto, evidentemente multipiano. Da una stima tuttora sommaria, da perfezionare, servono tra i 10 e i 12 milioni di euro, un po' di più degli 8 milioni di euro che, negli anni scorsi, erano stati indicati dalla Regione Siciliana in una lista di beni demaniali da vendere, molto meno dei 26 milioni ipotizzati dal responsabile di Fratelli d'Italia Ignazio Gallo che ha criticato l'opportunità di questo investimento.
Non è superfluo sottolineare che l'operazione in questione sarebbe utile anche in chiave estetica, considerato che da 25 anni l'ingresso nella città di Sciacca si caratterizza per la presenza di un fabbricato che, oltre ad essere ormai un rudere anche pericolante, è tutt'altro che gradevole da vedere.
Ma la demolizione del vecchio ospedale si inquadra come detto nel percorso per completare il progetto volto a far risorgere le Terme di Sciacca. Si attende che vengano perfezionate le pratiche per addivenire alla pubblicazione del bando di project financing incentrato sulla proposta al momento selezionata dalla Regione, ovverosia quella presentata dalla Terme di Saturnia Spa. Il cui progetto di co-finanziamento e realizzazione del rilancio delle Terme di Sciacca verrà messo a gara d'appalto che sarà aperta a tutti gli operatori economici. Al promotore originario verrà garantito un diritto di prelazione per pareggiare la migliore offerta vincente o il rimborso delle spese di progettazione sostenute. In cambio, la Regione gli concederà la gestione economica per 99 anni, permettendogli così di rientrare dall'investimento tramite i ricavi generati.
Ma Termine a Palermo oggi c'è andato anche per incontrare il Dirigente Generale del Dipartimento regionale delle Finanze e del Credito Silvio Cuffaro per andare nel dettaglio della nuova concessione al comune del Teatro popolare Samonà, quella che il sindaco ha chiesto dopo i recenti episodi vandalici, in una condizione che si è notevolmente aggravata dopo il furto di qualche giorno fa di un impianto di climatizzazione. Concessione che - il sindaco è stato chiaro su questo - deve essere preceduta dagli interventi di riparazione dei recenti danni e dalla collocazione quanto meno di un impianto di videosorveglianza. La questione del teatro, stando alle dichiarazioni di Cuffaro, potrebbe collegarsi con il destino delle Terme. Anche per il Samonà potrebbe essere investito il privato. D'altronde il pubblico come si vede non è in grado di tutelare il bene. Non va trascurato tuttavia che nel bando per manifestazioni d'interesse sulle Terme non c'è traccia del Teatro Samonà. Bisognerà trovare il modo per interessare il privato quanto meno chiedendogli se è disponibile a farlo, e se lo fosse bisognerà calare il tutto all'interno di un'eventuale nuova intesa. Insomma: non è semplice. Ma al tempo stesso non è più accettabile che il teatro sia terreno di vandalismo e di furti.
