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Volano ancora stracci tra Termine ed ex alleati, frattura sempre più insanabile

Volano ancora stracci tra Termine ed ex alleati, frattura sempre più insanabile

La sensazione iniziale ieri sera all'inizio dei lavori consiliari era stata quella di una sorta di malcelata delusione dei consiglieri comunali del campo largo rispetto al fatto che, stando soprattuto all'intervento di Giuseppe Ruffo, evidentemente confidavano di essere chiamati da Fabio Termine per provare, attraverso il confronto preventivo su emendamenti su piano triennale e bilancio, a ricucire lo strappo di dieci mesi fa. In realtà il dibattito che ne ha fatto seguito ha fintio per acuire la frattura, ben lungi dunque dall'appianarla. Anzi: Fabio Termine ha deciso di indossare i guantoni da pugile, lanciando nel ring della seduta le pietre, più che i sassolini, che si è via via tolto dalla scarpa.

Oggi, a certificare la parola fine su qualsiasi ipotesi di riavvicinamento, sempre che ci sia stata, è la nota firmata dai cinque consiglieri del centrosinistra: Ambrogio, Campione, Curreri, Modica e Ruffo. Che in una nota dicono testualmente: "Il bilancio, insieme agli atti che lo accompagnano, rappresenta per noi la certificazione di un progetto politico ormai morto e sepolto". Chiariscono che la loro decisione di bocciarlo è stata continta, precisa, coerente e senza appello. Perché - sostengono - si tratta di uno strumento finanziario che non rappresenta la città che vogliamo, e non rappresenta più il progetto politico al quale avevamo dato il nostro sostegno.

Confermano, i consiglieri del campo largo, quello che ritengono essere stato il totale disinteresse dell’amministrazione nei confronti di quegli stessi consiglieri comunali che, cinque anni fa, hanno sostenuto questo progetto politico, consentendo al sindaco Fabio Termine di essere eletto. Denunciano che le loro proposte, e non da quando non fanno più parte della coalizione, sono rimaste inascoltate e non considerate.

Definiscono il bilancio "senz’anima e senza visione, frutto di pochezza politica di una giunta diversa da quella premiata dagli elettori. Bilancio - aggiungono - costruito con lo sguardo rivolto più alla prossima campagna elettorale che alle reali esigenze della città". Ne è scaturito un giudizio politico negativo su un bilancio fallimentare che si limita a semplici interventi di manutenzione.

Dicono no, Ambrogio, Campione, Curreri, Modica e Ruffo, a quella che definiscono "politica dei pannicelli caldi, così come dicono no a tatticismi o a operazioni di facciata. "Bocciamo il bilancio e con esso una stagione politica che riteniamo ormai lontana anni luce dal progetto originario.

Quel progetto, nato con precise promesse e aspettative di cambiamento, è stato progressivamente svuotato e tradito. E oggi, a nostro giudizio, non ne rimane che un pallido ricordo. Di tutto questo danno la colpa a Fabio Termine.

Il quale come detto nel suo intervento di replica ha detto: "La linea politica di questo gruppo è deragliata, stanno bocciando punti che appartengono alla loro sensibilità. Come il centro diurno per anziani e perfino il rimborso carburanti per le famiglie con soggetti disabili costretti a raggiungere altri paesi per i servizi di riabilitazione".

Se questa è la situazione, immaginare che alle prossime elezioni il centrosinistra si presenterà unito è un'azione piuttosto coraggiosa. Il sindaco almeno al momento non sembra intenzionato a dimenticare l'affronto della lettera di messa in mora, firmata dai suoi ex assessori. I prossimi mesi chiariranno ulteriormente il quadro. Tutto sotto gli occhi di un centrodestra inevitabilmente, e giustamente, più che gongolante.



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