Ha destato clamore come era prevedibile la vicenda della prenotazione della colonscopia con data fissata al 4 luglio del 2029. La Direzione Strategica dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento dichiara di aver avviato immediata verifica interna ed evidenzia che da quanto appurato è emerso che la prescrizione è stata acquisita senza indicazione di classe di priorità clinica e senza quesito diagnostico dettagliato e condizione di primo accesso, elementi indispensabili per la corretta valutazione dell'appropriatezza prescrittiva, del Piano Nazionale di Governo sulle Liste d'Attesa 2023-2025 e della Regione Siciliana, per l'inserimento nel percorso di garanzia.
Il sistema CUP, dichiara ancora l’Asp di Agrigento, ha pertanto assegnato la prima disponibilità utile nella sede prescelta dall'assistito, offrendo anche il percorso di tutela con proposta di sede alternativa in grado di garantire tempi compatibili.
ASP di Agrigento che evidenzia poi come per la prevenzione del tumore del colon-retto siano attivi percorsi dedicati e gratuiti di screening, con presa in carico diretta in caso di necessità di approfondimento diagnostico, distinti dal percorso di prenotazione ordinaria su prescrizione del Medico di Medicina Generale. Sulle agende di endoscopia digestiva, conclude l’Asp è stata effettuata una valutazione specifica con potenziamento delle sedute tramite utilizzo del fondo nazionale per l'abbattimento delle liste d'attesa.
Dunque la prenotazione in questione, a luglio del 2029 sarebbe legata fondamentalmente alla mancata indicazione della classe di priorità. Sono quattro quelle previste: urgente da erogare entro 72 ore, breve da erogare entro 10 giorni, differibile entro 60 giorni e programmabile da erogare entro 120 giorni. La questione è che l’appuntamento per la colonscopia è stato fissato a 3 anni, seppure nella struttura scelta dal richiedente.
C’è poi da ribadire che il sistema dell’abbattimento delle liste d’attesa garantisce le priorità, ma in ambito provinciale. Significa per un utente della zona di Sciacca doversi spostare a Licata, piuttosto che a Canicattì o ad Agrigento per la visita o l’esame richiesto.
Sulla vicenda è intervenuta la parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle Ida Carmina che ha evidenziato come il caso del professionista che ha ottenuto l’appuntamento per la colonscopia fra tre anni sia emblematico di come funzioni il sistema. Chi può pagare si rivolge al privato; chi non ha le risorse economiche è costretto ad aspettare, anche a rischio della propria salute, dichiara la deputata agrigentina che evidenzia come il problema sia strutturale, legato alla carenza di medici, infermieri e operatori sanitari.
Intanto, a proposito di sanità, ieri è stato approvato alla Camera l’ordine del giorno proposto da Ida Carmina contro le aggressioni al personale sanitario e sociosanitario.
Impegna il Governo a promuovere protocolli di prevenzione, formazione del personale, supporto psicologico agli operatori coinvolti e maggiore collaborazione tra aziende sanitarie, forze dell’ordine e servizi territoriali.
«Le aggressioni contro medici, infermieri e operatori sociosanitari sono inaccettabili, dichiara la deputata pentastellata, ma la sicurezza non si garantisce soltanto con protocolli e controlli: bisogna intervenire anche sulle condizioni in cui si lavora e si riceve assistenza.
