"Puntiamo a riconsegnare il Teatro Samonà ai cittadini di Sciacca". Così al nostro Telegiornale l'avvocato Giovanni Firinu, funzionario del Dipartimento delle finanze e del credito della Regione Siciliana, incaricato dal dirigente Silvio Cuffaro di fare il sopralluogo decisivo, quello che precederà gli interventi di messa in sicurezza dell'impianto dopo i recenti episodi vandalici e i danneggiamenti che si sono verificati.
Da qualche giorno il Teatro è dotato di un impianto di illuminazione esterna.
A sollecitare un nuovo sopralluogo da parte della Regione era stato nei giorni scorsi il consigliere comunale Filippo Bellanca, che ne aveva parlato con lo stesso avvocato Cuffaro.
La prospettiva nota per il futuro è quella a cui sta puntando Fabio Termine, ovverosia ottenere una nuova concessione del Teatro per poterlo in qualche modo fare funzionare, così come le esperienze pregresse hanno dimostrato come possibilità operativa.
Ma Silvio Cuffaro nelle settimane scorse è andato anche oltre, ipotizzando un funzionamento a regime del Teatro da calare all'interno del progetto di rilancio delle Terme di Sciacca. Un'ipotesi più che suggestiva ma che, tuttavia, non lo si può trascurare, non è contemplata nel bando per manifestazioni d'interesse, quello che, al momento, ha visto prevalere la proposta della Terme di Saturnia all'interno di un contenzioso con la Massinelli & partners, ma questo è un altro discorso.
Di certo c'è che il Teatro non può restare chiuso. I problemi attorno al suo funzionamento sono essenzialmente economici. Una rappresentazione richiede costi di gestione che né le associazioni private, né il comune, possono osservare. Teatro che nel 1972 fu immaginato per calarlo all'interno del progetto di sviluppo turistico attorno a quelli che avrebbero dovuto essere gli 11 alberghi di Sciaccamare. Poi la storia è andata come è andata. Ma la Regione, proprietaria dell'immobile, non è mai riuscita a salvaguardare bene questa struttura, per il comune è stato un problema enorme. Una svolta adesso è necessaria. Ma solo coinvolgendo i privati è possibile sperare in una prospettiva. Inserire il Teatro nel programma delle Terme è un'ipotesi sicuramente interessante, ma bisogna seguire i passaggi necessari e mettere soprattutto tutto nero su bianco. Nel frattempo, è deprimente passare davanti al teatro Samonà con le saracinesche impietosamente abbassate.
