«Non possiamo più permetterci di perdere tempo»: è questo il monito di Alfonso Buscemi, segretario provincaile della Cgil, che oggi torna a prendere posizione sul futuro del Polo Universitario di Agrigento. In ordine al quale il suo rilancio corrisponde con quella che il sindacalista definsice "una sfida che riguarda l'intero territorio e che non può essere affidata soltanto all'Università o al Consorzio universitario".
Ritiene, Buscemi, che la nuova fase di collaborazione avviata tra Ateneo, Libero Consorzio, Comune ed Ente Consorzio Universitario rappresenta un'opportunità importante. "Ma adesso - aggiunge - occorre trasformare gli impegni in un progetto concreto e di lungo periodo".
Il capo della Cgil agrigentina sollecita tutti gli enti competenti a fare sistema per costruire le condizioni necessarie affinché i giovani possano studiare, formarsi e, soprattutto, trovare nel proprio territorio opportunità di lavoro e di vita. Dice Buscemi che «non possiamo continuare ad assistere alla partenza dei nostri giovani come se fosse un fenomeno inevitabile, ogni ragazzo che è costretto a lasciare Agrigento per studiare o per cercare un lavoro rappresenta una perdita per la nostra comunità. Per questo il rilancio dell'Università deve diventare una priorità dell'intero territorio».
Per la Cgil il Polo universitario deve essere considerato un'infrastruttura strategica per lo sviluppo della provincia, al pari delle altre grandi opere materiali. Occorre quindi investire nella qualità dell'offerta formativa, nei servizi agli studenti, nelle strutture e nella capacità di collegare i percorsi universitari alle vocazioni economiche e produttive del territorio.
«Non basta riaprire una stagione di collaborazione istituzionale – aggiunge Buscemi –. Per il quale bisogna avere una visione e assumere impegni precisi. Al Libero Consorzio, ai Comuni, alla Regione, all'Università, all'ECUA, alle imprese e alle organizzazioni sociali viene chiesto di costruire insieme un vero patto per il futuro dei giovani agrigentini».
Secondo il segretario generale della Cgil, l'ampliamento della compagine consortile annunciato dal Libero Consorzio può rappresentare un passaggio significativo, così come il ripensamento dell'offerta didattica in relazione ai fabbisogni del sistema produttivo.
Per la segreteria provinciale della Cgil servono corsi capaci di intercettare le nuove professioni, la transizione digitale ed energetica, l'economia del mare, il turismo, i beni culturali, l'agroalimentare e i servizi. Ma serve soprattutto un territorio capace di offrire, dopo la laurea, occasioni di lavoro dignitose e qualificate. Il diritto a studiare deve accompagnarsi al diritto a poter restare».
Buscemi chiede, pertanto, che il confronto avviato non si esaurisca negli incontri istituzionali, ma produca un programma con obiettivi, risorse, tempi e responsabilità definite.
– conclude –. Se davvero vogliamo invertire il declino demografico e contrastare l'emigrazione dei nostri giovani, dobbiamo creare oggi le condizioni perché domani possano scegliere liberamente di restare. L'Università può e deve essere uno dei motori di questa nuova stagione. La Cgil è pronta a fare la propria parte, mettendo a disposizione idee, proposte e capacità di confronto».
