Nel commercio al dettaglio agrigentino, l’occupazione complessiva rimane stabile, ma cambia in modo significativo la composizione della forza lavoro. È questo il dato che emerge dall’analisi diffusa da Confesercenti, secondo cui gli addetti del settore sono complessivamente 12.832, con un aumento del 17% dei lavoratori dipendenti e, parallelamente, una diminuzione del 16,5% degli indipendenti. Il saldo complessivo del periodo si attesta così al -0,6%. Numeri che, secondo l’associazione di categoria, fotografano soprattutto le difficoltà attraversate dalla piccola impresa commerciale, sempre più sotto pressione e alle prese con un contesto che rende difficile fare impresa nei centri urbani.
Proprio da questa situazione prende le mosse la mobilitazione promossa da Confesercenti per il 9 e 10 settembre, quando anche ad Agrigento partirà la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.
L’obiettivo della campagna nazionale è raggiungere 50 mila firme e portare all’attenzione delle istituzioni la necessità di una politica strutturale a sostegno del commercio di vicinato.
A preoccupare è soprattutto la progressiva riduzione degli imprenditori indipendenti. «Il problema non è soltanto quanti posti di lavoro produce il commercio, ma anche quale modello imprenditoriale stiamo perdendo», sottolinea il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina. La diminuzione dei lavoratori indipendenti, secondo Messina, rappresenta un segnale di indebolimento della piccola impresa, considerata una componente essenziale della rete commerciale e della vita dei centri urbani. Una tendenza che non riguarda soltanto Agrigento. Secondo i dati citati da Confesercenti, tra il 2019 e il 2025 in Italia hanno cessato l’attività 111.455 imprese commerciali, con una stima di oltre 16 miliardi di euro di ricchezza sottratta ai territori.
La raccolta firme vuole quindi diventare uno strumento per sollecitare interventi capaci di contrastare la desertificazione commerciale e favorire la rigenerazione degli spazi urbani, mettendo al centro le attività di prossimità.
