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Brucculeri e Blò ci riprovano e ripropongono la mozione di sfiducia

Brucculeri e Blò ci riprovano e ripropongono la mozione di sfiducia

Brucculeri e Blò, dunque, ci riprovano: a meno di un anno dalle prossime amministrative, non pensano affatto che sia troppo tardi per presentare la mozione di sfiducia contro Fabio Termine. Anzi, in una nota dicono basta all'ipocrisia, tornando a chiedere formalmente a tutti gli altri 22 consiglieri comunali di sottoscrivere l'atto per mandare a casa sindaco e giunta. L'obiettivo in realtà è proprio quello di anticipare le prossime elezioni comunali.

Non è la prima volta che i due consiglieri sollevano questa questione: lo avevano fatto già nel settembre del 2024, ossia due anni fa, reiterando poi la proposta anche per il mese di maggio del 2025. Tentativi che, com'è noto, sono caduti nel vuoto aprendo, soprattutto la seconda volta, una discussione piuttosto ampia nel centrodestra, che si divise tra falchi e colombe, con una supremazia di questi ultimi secondo i quali la sfiducia sarebbe stata un errore per ragioni diverse.

Brucculeri e Blò denunciano che dopo quei no alla mozione di sfiducia il consiglio comunale ha progressivamente perso peso politico: «Ci troviamo, seduta dopo seduta - dicono - ad esprimere critiche severe su atti che riteniamo sbagliati per la città, salvo poi vederli approvati». Accusano apertamente, Brucculeri e Blò, il consiglio comunale di cui fanno parte di dissentire solo a parole approvando nei fatti e senza controllare nulla, limitandosi a certificare decisioni già prese altrove.

Ricordano, i due consiglieri, che essendo Sciacca un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti, la mozione richiede, per essere messa in discussione, la sottoscrizione di almeno 10 dei 24 Consiglieri assegnati (2/5), e, per essere approvata, il voto favorevole di almeno 15 Consiglieri (60%): una soglia più alta di quella richiesta nei comuni delle regioni a statuto ordinario, dove invece basta la maggioranza assoluta.

Nella lettera, i due consiglieri elencano una serie di criticità documentate nel corso degli ultimi mesi: il ricorso ripetuto alla gestione provvisoria per affidamenti diretti giustificati da una motivazione di «danno patrimoniale certo e grave» in assenza in un paio di casi di parere di regolarità contabile. Tornano poi, Brucculeri e Blò, anche sulla questione della casa albergo per anziani, su cui pende un pignoramento di più di 3 milioni e altre criticità da loro segnalate nel corso del tempo, compresa la questione dei terreni di Monterotondo. «Non episodi isolati - dicono - ma un metodo non condivisibile». Anche ieri, su piano di alienazione e Dup, Brucculeri e Blò evidenziano che ci sono state critiche feroci in aula ma senza reali conseguenze, perché se il piano non viene approvato rischia di andare a casa il consiglio, non il sindaco. Ed è questo il vero paradosso di questa consiliatura: si boccia a parole e poi si vota sì, per il timore di restare senza rappresentanza». Da qui la scelta di richiedere nuovamente la sottoscrizione della mozione di sfiducia, unico strumento, secondo Brucculeri e Blò, in grado di rompere questo schema. «Mozione di sfiducia per andare tutti a casa evitando che il sindaco possa fare campagna elettorale in questo frangente con le risorse dei cittadini saccensi», queste le loro parole.

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