La Sicilia è la Regione più colpita in Italia dagli incendi, Bivona il Comune più danneggiato, mentre nove dei primi dieci Comuni italiani per superficie bruciata si trovano in Sicilia. A certificarlo è il rapporto denominato “La bioeconomia delle foreste 2026” di Legambiente, basato sulle elaborazioni dei dati europei Effis-Copernicus e aggiornato al 15 ottobre 2026. Secondo il report dell'associazione ambientalista 8827 sono gli ettari di territorio bruciati solo nel territorio di Bivona. Alle spalle di Bivona, nella classifica dei Comuni più colpiti, troviamo Butera, in provincia di Caltanissetta, Gravina di Puglia, Resuttano e Castronovo di Sicilia. Com'è noto, durante l'estate scorsa, l'area dei Monti Sicani è stata violentemente colpita dagli incendi, durati per giorni, seppure nel report non compaiano stranamente i Comuni di Santo Stefano Quisquina e Cammarata. Roghi dolosi che si sono estesi all'interno di un territorio meraviglioso costituito da una rigogliosa area boschiva e pregiate imprese agricole e zootecniche. Legambiente certifica come soltanto in Sicilia siano stati 71178 gli ettari bruciati e siano stati contati 836 incendi. In Sicilia si è registrato il 54,4% della superficie complessivamente percorsa dal fuoco a livello nazionale. Dati molto negativi, che da un lato inchiodano alle loro responsabilità criminali e piromani, e dall'altro sottolineano come tanto ci sia ancora da fare a livello istituzionale in termini di prevenzione, monitoraggio, assunzioni e tempestività degli interventi. A livello nazionale, dal 1° gennaio al 15 ottobre 2026, sono stati complessivamente 2223 gli incendi con un incremento del 36% delle superfici bruciate rispetto allo stesso periodo del 2025. 789 sono stati i Comuni italiani interessati dagli incendi, il 19% in più rispetto a quelli del 2025. In 27 Comuni la superficie bruciata ha superato i mille ettari: tra questi ben 20 si trovano in Sicilia. Ovviamente i danni peggiori vengono registrati durante il periodo estivo, che è la stagione di massima allerta anticendio. Si tratta di numeri drammatici che impongono serie riflessioni e maggiore tutela al patrimonio naturalistico italiano e siciliano.
