Nel quarto giorno di fermo dei TIR contro il caro gasolio, cominciano a vedersi le prime conseguenze. A fare più notizia è sicuramente la difficoltà dei rifornimenti nei supermercati. Le foto che pubblichiamo sono state scattate questa mattina in due punti vendita. Si notano scaffali vuoti, relativamente soprattutto all'ortofrutta e nel settore del fresco, ma non c'è ambito merceologico che non stia soffrendo della situazione. In difficoltà dunque la filiera agroalimentare locale: la frutta e la verdura dei produttori agrigentini restano bloccate nei magazzini o nei campi, mentre nei supermercati in città la catena del fresco è del tutto spezzata.
Ricordiamo che a proclamare lo stato di agitazione è stato il Comitato Trasportatori Siciliani per protestare contro il forte rincaro dei carburanti e l'aumento dei costi d'esercizio. La mobilitazione, che riguarda il blocco dei mezzi pesanti nei porti e nei principali snodi logistici dell'isola, è stata inizialmente prevista per 5 giorni, ossia fino a domani. Tuttavia gli autotrasportatori hanno già paventato la possibilità di proseguire ad oltranza se non arriveranno risposte concrete ed impegni vincolanti dal governo nazionale.
Il ministro Salvini ha convocato un tavolo di confronto con i rappresentanti del settore — con all'ordine del giorno lo sblocco dei fondi arretrati per il caro-gasolio e le misure per mitigare i rincari del carburante (che per i veicoli pesanti sono arrivati a pesare oltre 8.000 euro in più all'anno). Associazioni e comitati che guidano i presidi nei porti e negli snodi stradali dell'isola hanno chiarito che non basteranno semplici dichiarazioni d'intenti o rassicurazioni verbali: il fermo dei TIR proseguirà a oltranza fino alla firma di impegni vincolanti e formalizzati da parte del Governo.
Anche le stazioni di rifornimento di carburanti sono in difficoltà. In diverse aree di servizio è finito il gasolio, resiste ancora non si sa per quanto tempo la benzina. Ci sono le prime code nelle stazioni di servizio siciliane, Con l'afflusso straordinario di automobilisti intenti a fare rifornimento per timore che lo sciopero si prolunghi, i gestori delle pompe di benzina avvertono: le erogazioni andranno avanti solo fino all'esaurimento delle cisterne, e diverse stazioni stanno già esaurendo le scorte di gasolio. Anche se il titolare di alcune pompe di Sciacca Ignazio Santangelo, che gestisce anche le stazioni Eni che hanno calmierato il prezzo, dice al nostro Telegiornale che i rifornimenti delle autocisterne di carburante sono attese in giornata e che, di conseguenza, la situazione dovrebbe normalizzarsi. Anche il gestore di un'altra pompa, Giuseppe Curreri, dice che in questo momento tutto procede regolarmente e che proprio le autobotti sono arrivate. Naturalmente di giorno in giorno tutto potrebbe cambiare
Insomma: il caro gasolio si confronta con l'ipotesi che alla fine, ancorché costosissimo (in qualche stazione di servizio siamo intorno ai 2 euro e 40 al litro) non ce ne sia neanche più. In queste ore stanno provando a tornare al lavoro gli agricoltori. Dalle nostre parti decine di loro sabato mattina hanno organizzato un nuovo grande presidio di protesta con un corteo di trattori che ha rallentato il traffico sulla 624 Sciacca-Palermo, per poi fermarsi alla ex stazione ferroviaria di contrada Gulfa. Situazione insostenibile, costi di produzione altissimi, con la conseguenza di rincari altissimi sui prodotti raccolti che però non si trasformano in maggiore reddito per loro. Famiglie sempre più in difficoltà, consumi che inevitabilmente si stanno contraendo. Cosa che a cascata sta riguardando anche il settore olivicolo. Dove continua lo stato di agitazione dei produttori i quali chiedono un prezzo di vendita prestabilito del loro raccolto, ritenendo che le regole incerte del mercato alla fine penalizzino soltanto loro.
