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“Terre di Dedalo”. Opposizione chiede accesso agli atti, monta la polemica politica

“Terre di Dedalo”. Opposizione chiede accesso agli atti, monta la polemica politica

E’ a firma dei consiglieri Bono, Bivona, Bellanca, Messina,Maglienti, La Bella, Clelia e Giuseppe Catanzaro, Grassadonio, Maniscalco, La Barbera, Sabella, Mandracchia, Venezia e Cognata la richiesta di accesso agli atti, finalizzata ad acquisire tutta la documentazione utile a ricostruire i rapporti, le eventuali interlocuzioni e gli atti amministrativi connessi alla vicenda dell’associazione “Terre di Dedalo”. E’ necessario, scrivono i consiglieri, anche in considerazione del legame di parentela tra soggetti riconducibili all’associazione e l’assessore Francesco Dimino. Opposizione che poi annuncia di voler interessare formalmente il Segretario comunale, nella sua qualità di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, affinché valuti l’apertura di un apposito fascicolo istruttorio e proceda alle verifiche ritenute necessarie, al fine di accertare la correttezza delle procedure adottate, l’eventuale sussistenza di situazioni di conflitto di interessi e il pieno rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione. I consiglieri di opposizione ritengono poi necessario approfondire anche quanto dichiarato ieri da Nino Porrello in relazione all’organizzazione del Premio intitolato al padre ed in particolare del problema per la individuazione del service per la manifestazione, legato al fatto che ServireSciacca non ha una propria partita IVA e sarebbe stata invitata a cercare una associazione che con propria partita IVA facesse “da ponte” per il pagamento del service. Problema che, come dichiarato dal direttore di Servire Sciacca è stato risolto dall’assessore. Per l’opposizione è la riprova che Dimino ha proposto al Dirigente di affidare il lavoro di fornitura del Service a “Terre di Dedalo” e che l'associazione che ha fatto da ponte è stata quindi proprio quella dei parenti dell'assessore che, concludono dall’opposizione, ancora oggi continua a sedere sulla sua sedia e si ostina a non dimettersi.

Dimissioni che sono state chieste a gran voce, unitamente a quelle del sindaco, dal Faro di Sciacca del movimento Controcorrente. Chi amministra la cosa pubblica ha il dovere di evitare non soltanto i conflitti d’interesse, ma anche situazioni che possano compromettere la fiducia dei cittadini, scrive Giuseppe Gruppuso. Anche quando un atto appare formalmente legittimo, c’è da chiedersi se era politicamente opportuno

che realtà riconducibili ai familiari di un amministratore entrassero in rapporto con risorse pubbliche, dichiarano gli esponenti di Controcorrente che ritengono politicamente responsabile di tutto ciò il sindaco Fabio Termine. Di vicenda gravissima parlano gli esponenti locali di Noi Moderati. Si tratta di una vera e propria questione morale che investe direttamente la gestione della cosa pubblica a Sciacca, dichiarano Giuseppe Sabella e Caterina Santangelo sulla quale attendiamo chiarimenti in mancanza dei quali si provvederà con tutti i mezzi possibili a far luce non solo su questo specifico episodio legato all'associazione Terre di Dedalo ma anche sui finanziamenti e sulle determine dell’amministrazione.


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