Inaugurata ieri a Palermo, al prestigioso museo regionale “Antonio Salinas”, la mostra dal titolo “Al tornio e a mano, forme della ceramica contemporanea tra Burgio e Sciacca”, con protagoniste, dunque, le opere più rappresentative dei maestri ceramisti più noti, oggi, dei due comuni di affermata tradizione ceramica e che fanno parte dell’Associazione Italiana delle Città della Ceramica (AiCC) che ha sede a Faenza.
Ad organizzare l'evento è stata l’Associazione Culturale Pro Muceb - Museo della Ceramica di Burgio, con la collaborazione del Comune di Sciacca e del Museo Regionale e con il patrocinio del Dipartimento Culture e Società e dell’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia “Maria Accascina”, dell’Università degli Studi di Palermo, di Sciaccarte, del Museo dei Cinque Sensi e del Liceo Artistico “G. Bonachia” di Sciacca. A curarle l'esposizione sono stati, nello specifico, Giuseppe Parello - Direttore del Museo, Vito Ferrantelli, Sergio Intorre, Maria Reginella, Tony Russo e Franco Volpe, ieri presenti insieme al primo cittadino di Sciacca, Fabio Termine.
Una cinquantina i manufatti presenti nella mostra, a testimoniare la significativa evoluzione dell’antica tradizione figulina siciliana. Entrambe le località, Sciacca e Burgio, hanno, infatti, saputo coniugare artigianato tradizionale e nuove tendenze, mantenendo vive le tecniche antiche e i caratteri prevalenti della tradizione, reinterpretandoli in chiave moderna ed esprimendo così un valido contributo di idee alla ceramica d’arte sul terreno della ricerca artistica, della sperimentazione e dell’innovazione, come testimoniato dalle opere in esposizione.
L’obiettivo della mostra è dimostrare come la materia ceramica resti un terreno fertile per la riflessione culturale, artistica ed economica. La scelta del Museo Regionale Archeologico “A. Salinas” quale sede espositiva non è casuale: il museo custodisce, infatti, una ricca e variegata collezione di ceramiche archeologiche, capace di documentare un ampio arco cronologico, dall’antichità al Medioevo. In questo contesto, le moderne invenzioni entrano in dialogo con le ceramiche preistoriche, corinzie e attiche, dando vita a stimolanti contaminazioni tra epoche, forme e linguaggi. Vasi, lucerne e crateri, un tempo destinati alla vita quotidiana o alle pratiche funerarie, si confrontano oggi con le creazioni dei ceramisti contemporanei. Ne nasce un dialogo attraverso i secoli, fondato sulla relazione tra tecniche e modalità espressive differenti, in cui la tradizione archeologica diventa occasione di confronto e di rilettura nel presente.
L’esposizione sarà aperta al pubblico fino all’8 novembre, nei giorni feriali dalle 9 alle 19 e nei festivi dalle 9 alle 13. Il percorso è incluso nella visita al museo e non prevede quindi alcun costo aggiuntivo.
