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Da Sciacca a Palermo, studenti e lavoratori di tutti i settori denunciano la crisi

Da Sciacca a Palermo, studenti e lavoratori di tutti i settori denunciano la crisi

Mentre a Sciacca gli studenti degli istituti superiori sfilavano chiedendo più fondi per la scuola e meno per il settore bellico, migliaia di persone ieri scendevano in piazza a Palermo per lo sciopero generale nazionale contro il carovita, il riarmo, per i fondi alla sanità, organizzato dall'Usb cui si sono aggiunte diverse sigle tra cui Cobas e Cub. Nel corteo, partito da piazza Politeama, hanno sfilato anche nel capoluogo tantissimi studenti liceali e universitari con i professori. E poi c'erano anche gli agricoltori, gli autotrasportatori, ma anche pensionati e cittadini comuni. "Via le mani dal nostro futuro gridano gli studenti". Il corteo è passato dal teatro Massimo, poi in via Cavour, piazza XIII vittime, via Crispi per arrivare in piazzetta della Pace.

"La manovra nazionale è totalmente insufficiente perché non è in grado di rispondere alle esigenze di questo Paese e soprattutto di coloro che lavorano ogni mattina" ha detto Luigi Del Prete, responsabile dell'Unione Sindacale di Base di Palermo. "Si continua a stanziare ricchezza in armamenti - spiega Del Prete - mentre l'istruzione pubblica riceve investimenti ridotti. Chiediamo - ha aggiunto - una redistribuzione della ricchezza e che i governi nazionale e regionale cambino le proprie politiche rimettendo al centro istruzione, sanità e trasporto pubblico".

Forte denuncia è venuta anche sul fronte del lavoro locale e delle infrastrutture: "A Palermo i lavoratori giovani guadagnano 2, 3, 4 euro l'ora con finti contratti part-time o senza contratto" - ha denunciato Marco Militello, delegato della federazione del sociale Usb Palermo - evidenziando il legame tra le "logiche dell'escalation bellica" e la precarietà vissuta quotidianamente. Sul piano regionale, il sindacato ha lanciato un appello al governo dell'Isola, segnalando che "l'80% degli istituti scolastici in Sicilia non è a norma" e contestando i "processi di privatizzazione continua" nella sanità e nei trasporti, oltre a un tasso di disoccupazione che nella regione supera il 30%.

"Pensiamo che ci voglia l'alleanza studenti-lavoratori per cambiare completamente tutto - dice Giorgio, studente dell'Università di Palermo ed esponente dell'organizzazione Cambiare Rotta - Il carovita sta diventando sempre più insostenibile. Da anni assistiamo all'impossibilità di potersi costruire un futuro, affittare una casa, cambiare luogo per studiare o sostenere le spese per i testi universitari".

Insomma: il disagio si tocca con mano, lo scollamento tra istituzioni e paese reale è sempre più marcato, ma il dibattito politico sembra non tenerne conto. C'è tensione nella popolazione, dagli studenti ai pensionati. Nella narrazione passano esclusivamente le devastazioni e il vandalismo, naturalmente inaccettabili. Non passano le ragioni del disagio. Un po' come quando, in ordine ad uno sciopero, si parla esclusivamente dei disagi degli utenti, trascurando quasi sempre le rivendicazioni di quello sciopero.

tags: Sciopero, Usb, Sindacati di base, Studenti, lavoratori, Palermo, Sciacca


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