L'ultimo sviluppo dell'inchiesta della Procura di Palermo per corruzione nell'ambito delle pratiche ambientali ed energetiche regionali riguarda i video depositati agli atti, nei quali l'avvocato Gaetano Armao — già assessore al Bilancio, vicepresidente della Regione Siciliana e candidato alla presidenza nel 2022 — nasconderebbe somme di denaro contante all'interno di un orologio a pendolo. Le microspie della Squadra Mobile avrebbero inoltre filmato la consegna diretta di mazzette in auto dall'avvocato e consulente Pierluigi Matta, presunto intermediario del sistema. Gli inquirenti ipotizzano l'esistenza di una rete d'interessi volta a garantire corsie preferenziali e valutazioni favorevoli per licenze e autorizzazioni ambientali. Tutti procedimenti gestiti dalla Commissione Tecnica Specialistica regionale, l'organismo chiave per i progetti di rinnovabili e rifiuti di cui Armao è stato presidente.
Il presunto accordo corruttivo, secondo la tesi d'accusa, sarebbe stato copertao dietro un'operazione formalmente legale e tracciabile attraverso l'emissione, però, di fatture per finte consulenze legali poi liquidate in contanti. La Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, ha avanzato per l'ex esponente politico la richiesta di custodia cautelare agli arresti domiciliari. L'arresto non è scattato immediatamente in applicazione della recente riforma Nordio, la quale prevede che la misura cautelare del Giudice per le Indagini Preliminari deve essere preceduta dall'interrogatorio di garanzia preventivo. Proprio la notifica dell'invito a comparire ha fatto scattare contestualmente le perquisizioni degli investigatori negli studi e nelle abitazioni di Armao di Palermo e Roma, per scongiurare il rischio di inquinamento delle prove. Una pesante censura giunge dai magistrati sull’operato di Armao nel ruolo di esperto del presidente Renato Schifani: accusato di aver intascato seimila euro sulla vicenda delle cure palliative e dell’assistenza domiciliare, l'ex vicepresidente «si sarebbe comportato con modalità che travalicano la consulenza tecnica per assumere un ruolo sostitutivo del vertice politico». A supporto della tesi, i pm citano un'intercettazione del 30 giugno 2025 relativa a una riunione a Palazzo d'Orleans, nella quale Armao avrebbe determinato la presenza simultanea dell'allora assessora alla Salute Daniela Faraoni e del dirigente generale Salvatore Iacolino, vertici politico e burocratico del settore.Nei prossimi giorni il GIP convocherà tutti e nove gli indagati per vagliare le loro tesi difensive prima di esprimersi sulle misure richieste. Oltre ad Armao e al collega Pierluigi Matta, nell'inchiesta figurano il deputato dell'ARS Giuseppe Geremia Lombardo (MpA, nipote dell'ex governatore Raffaele Lombardo) e gli imprenditori e professionisti Giuseppe Argirò, Benedetta Costanzo, Mario Lupo, Marco Malacarne Gentile, Sergio Vella e Luigi Zancla. Tutti i coinvolti respingono le accuse, mentre la difesa di Armao dichiara di poter dimostrare la piena legittimità dei flussi finanziari legati a reali prestazioni professionali.
