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Pescatori nella morsa del caro gasolio mentre il Mediterraneo si ripopola

Pescatori nella morsa del caro gasolio mentre il Mediterraneo si ripopola

Il ritorno al lavoro dei pescatori saccensi, dopo 10 giorni di stop per lo stato di agitazione proclamato contro il caro gasolio, seguiti ai 30 giorni di fermo biologico, ha dato buoni frutti. Il Mediterraneo ha dimostrato di essersi adeguatamente ripopolato. Il risultato è sicuramente positivo.

Eppure, dietro questa ripresa incoraggiante, la realtà quotidiana per i marinai rimane un’equazione economica drammatica. Al momento i motopescherecci della flotta saccense escono in mare appena tre giorni a settimana: una scelta drastica e obbligata per contingentare il carburante ed evitare che i costi vivi prosciughino ogni margine di guadagno. Con i prezzi del gasolio alle stelle, anche la giornata di pesca più fortunata rischia di trasformarsi in una perdita netta, rendendo quasi vana la generosità del mare.

Armatori e marittimi si trovano così a dover fare i conti con bilanci in rosso prima ancora di staccare gli ormeggi, costretti a calcolare con il bilancino ogni miglio di navigazione per non andare a fondo sul piano finanziario.

Una morsa fin troppo nota in tutta la Sicilia: proprio nei giorni scorsi la marineria di Trapani è scesa in sciopero per invocare a gran voce un "prezzo politico" del gasolio fissato a 70 centesimi al litro, unica soglia ritenuta sostenibile per non tirare definitivamente i remi in barca. La crisi attanaglia da ovest a est tutti i comparti dell'isola, da Mazara del Vallo fino alle marinerie della costa ionica e tirrenica, travolte da costi di gestione oramai insostenibili e da regolamenti europei sempre più stringenti.

La Regione Siciliana ha avviato tavoli tecnici e promesso primi impegni concreti per sostenere la flotta regionale con aiuti straordinari, ma i tempi della burocrazia e delle erogazioni mal si conciliano con le scadenze quotidiane di un settore che affonda giorno dopo giorno. Le famiglie dei pescatori chiedono risposte immediate e misure strutturali capaci di mitigare l'impatto della crisi energetica. Se non si interverrà con urgenza, la ricchezza del mare rischia di rimanere soltanto un miraggio sulle coste siciliane, portando allo spegnimento definitivo di un patrimonio economico, sociale e culturale fondamentale per l'intera isola.

tags: Crisi della pesca, Caro gasolio, Mare Mediterraneo, Sciacca, Trapani, Regione Siciliana


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