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Rischio idrogeologico a Sciacca. Lavori in corso sul torrente Foce di mezzo

Rischio idrogeologico a Sciacca. Lavori in corso sul torrente Foce di mezzo

Indubbiamente, ad ogni allerta meteo che viene diramata, a Sciacca si spera che tutto vada bene. D'altra parte, le esperienze del passato, tra esondazioni e allagamenti che hanno puntualmente spaventato la popolazione e danneggiato (in qualche caso irrimediabilmente) case e attività commerciali, sono un ricordo troppo recente per potere stare tranquilli.

Si continua ad aspettare che possano essere effettuati tutti i lavori sui progetti finanziati dal Dipartimento regionale della Protezione civile per mitigare il rischio idrogeologico e rendere il territorio più pronto, quanto meno per provare a fronteggiare le sempre più frequenti bombe d'acqua, rivelatrici di quei cambiamenti climatici che, come hanno dimostrato le trombe d'aria di ieri nel Trapanese, sono sempre più dei fatti oggettivi, a dispetto di ogni negazionismo su cui più di qualcuno continua ad indugiare.

Rientra tra le manutenzioni straordinarie e la pulizia degli alvei fluviali l'intervento in corso, progettato dal Genio civile di Agrigento e affidato dal Comune di Sciacca con fondi della Regione Siciliana, sul torrente Foce di mezzo, sicuramente uno dei più vulnerabili del territorio. Lavori tuttora definiti "urgenti", e questo anche se le procedure sono state avviate ben 6 anni fa. L'obiettivo è il miglioramento delle condizioni idrauliche e il ripristino di una zona che fu soggetta ad un grave episodio di smottamento, che ha reso il corso d'acqua particolarmente pericoloso. Siamo di fronte ad un investimento di poco superiore ai 100 mila euro che permetterà anche il ripristino, attraverso il sostegno con gabbionate e massi ciclopici, degli argini franati. Sono due, una a monte e l'altra a valle, le zone interessate dall'intervento in questione, su cui sta lavorando l'impresa Medil Costruzioni S.r.l. di Sciacca. Direttore dei lavori l'ingegner Maurizio Cattano. Intervento che si conta di completare tra alcuni mesi, al più tardi nei primi del 2027.

Ma l'amministrazione Termine ha preannunciato che a breve interverrà anche per eliminare la vegetazione situata a monte del torrente Cansalamone, nella zona della Seniazza. Fogliame che non agevola certo l'eventuale deflusso dell'acqua nel caso in cui questo si rendesse necessario. L'ultima volta che qui si è intervenuti è stato alcuni anni fa. I residenti dell'area, che più volte si sono dovuti difendere dalla furia dell'acqua dovendo poi fare i conti con la necessità di spalare il fango, sono preoccupati. Anche questo è un intervento che fa capo alle attività e alle risorse della Protezione civile e del Dipartimento regionale dell'Ambiente/Autorità di Bacino.

Ma le zone di Sciacca che necessitano della massima attenzione sono quelle a tutti note da anni. La Protezione civile ha da tempo impegnato finanziamenti del Fondo Sviluppo e Coesione (circa 10 milioni di euro) per la messa in sicurezza e la sistemazione idraulica del torrente Cansalamone, in un intervento che è stato abbinato con quello riguardante la stabilità del viadotto soprastante, su cui i lavori sono in corso. Si punta alla regimentazione delle acque e al consolidamento delle sponde del torrente. Per quanto riguarda la manutenzione degli altri alvei più piccoli c'è attesa affinché si sblocchi l'intervento di risagomatura del torrente San Marco, altro alveo che in passato si è rivelato pericolosissimo, che ha causato pesanti danni nella zona della Foggia facendo rischiare anche la vita a più di qualcuno. Un torrente caratterizzato da una curva a gomito nella parte a monte che rende da tempo assai problematico un deflusso ordinato dell'acqua che si accumula con le piogge più intense. Il comitato di quartiere della Foggia chiede da tempo che si intervenga al più presto e che le procedure burocratiche finalmente possano essere in qualche modo accelerate. Bisogna poi rendere costanti gli interventi di rimozione dei detriti, vegetazione infestante e ostacoli al normale deflusso nei tratti critici dei torrenti cittadino-periferici. Tutte operazioni finalizzate a prevenire esondazioni ed allagamenti nei periodi di forti piogge autunnali ed invernali.

Con finanziamenti dell'Unione europa la Protezione civile e l'Ufficio del Commissario di Governo gestiscono la programmazione sulle zone ad altissimo rischio R3 e R4 del PAI (Piano Assetto Idrogeologico). Per la fascia costiera e il reticolo idrografico di Sciacca, questo schema include la stabilizzazione dei versanti e delle pareti rocciose ma anche l'aggiornamento del Piano comunale di Protezione civile. L'intervento sul Foce di mezzo è sicuramente positivo, perché punta a ripristinare una zona danneggiata in passato da una delle ultime alluvioni. Ma il lavoro da fare per rendere Sciacca più sicura dal punto di vista idrogeologico rimane ancora lungo e complesso.

tags: Contrada Foggia, Torrente Cansalamone, Foce di Mezzo, San Marco, Comune di Sciacca, Genio civile, protezione civile, rischio idrogeologico


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