Vanno avanti i lavori per la nuova stazione di pompaggio dal lago Arancio alla diga Garcia, intervento programmato dalla Regione con l’obiettivo di garantire ulteriori 200 litri di acqua al secondo ai comuni del versante trapanese. L’acqua del lago Arancio, nel territorio di Sambuca andrà ad alimentare, dunque, la diga Garcia per superare le problematiche relative all’emergenza idrica della provincia di Trapani.
Tutto ciò, ovviamente, sta preoccupando non poco gli agricoltori di Sciacca, Menfi, Santa Margherita Belice e Sambuca di Sicilia che hanno nel lago Arancio l’unica risorsa disponibile per le irrigazioni.
Pur comprendendo la primaria esigenza di garantire l’approvvigionamento idrico ai cittadini del trapanese, il mondo agricolo locale è in allarme e teme per la prossima stagione irrigua.
Preoccupazione che vede scendere in campo i sindaci dei 4 comuni che oggi hanno chiesto un incontro urgente all’assessore regionale all’agricoltura Luca Sammartino ed al commissario straordinario del Consorzio di Bonifica Baldo Giarraputo per definire congiuntamente linee, tempi e modalità operative per la programmazione della stagione irrigua del 2026. Richiesta di incontro contenuta in una lettera a firma dei sindaci di Sciacca Fabio Termine, di Menfi Vito Clemente, di Santa Margherita Belice Gaspare Viola e del commissario straordinario del Comune di Sambuca di Sicilia Raimondo Liotta.
La stagione agricola, scrivono, richiede una pianificazione tempestiva e concertata, specie alla luce delle esigenze idriche del comparto agricolo nei nostri territori e considerando la rilevanza strategica delle infrastrutture irrigue esistenti e in potenziamento. Un confronto preventivo e condiviso tra Regione, Enti locali e gestori consortili, aggiungono, risulta indispensabile per assicurare che le risorse idriche siano allocate in modo efficace, equo e funzionale allo sviluppo agricolo, nonché per garantire la massima efficienza nell’uso dell’acqua, la riduzione dei rischi idrici e la sostenibilità territoriale”.
Sindaci che chiedono pertanto un incontro preventivo al Governo della Regione e anche la costituzione di un tavolo di lavoro permanente per affrontare specifici punti, il principale dei quali è legato alla richiesta di utilizzo esclusivo delle acque invasate nel lago Arancio per uso irriguo nel comprensorio di bonifica dei quattro Comuni.
Acqua del lago Arancio che rischia di essere al centro di una contesa, con la finalità potabile che avrebbe chiaramente priorità, ma penalizzerebbe fortemente il mondo agricolo del versante occidentale della provincia di Agrigento. Dalla Regione e dal Consorzio di Bonifica si attendono risposte chiare anche in relazione alle stima previsionale delle risorse idriche disponibili per la stagione 2026, al’individuazione degli ambiti irrigui prioritari, all’analisi delle infrastrutture esistenti e delle eventuali necessità di potenziamento o manutenzione ed alla programmazione degli interventi urgenti e delle tempistiche operative necessarie per dare stabilità all'approvvigionamento irriguo.
