Non esaustiva la risposta degli uffici comunali all’istanza di accesso agli atti, comprensiva anche della documentazione e delle informazioni in merito all’eventuale esistenza di collaborazioni onerose tra Mediterranea Arte e associazioni locali, enti, professionisti o qualsiasi altro soggetto coinvolto nelle attività legate alla candidatura di Sciacca a Capitale Italiana del Libro 2027. E’ quanto sostengono oggi i consiglieri di opposizione: Bono, Clelia e Giuseppe Catanzaro, Bellanca, La Bella, La Barbera, Grassadonio, Maniscalco, Bivona, Maglienti, Mandracchia, Cognata e Messina.
Una mancata risposta che, per i consiglieri di opposizione, impedisce di ricostruire in maniera completa il quadro delle eventuali collaborazioni, dei relativi costi e delle modalità con cui queste attività sarebbero state organizzate e finanziate.
Non intendiamo formulare accuse né anticipare conclusioni che spettano agli atti e alle verifiche amministrative, scrivono i consiglieri, chiediamo però che a domande precise seguano risposte altrettanto precise, nel rispetto del diritto di accesso alla documentazione amministrativa e del principio di trasparenza che deve accompagnare ogni attività finanziata con risorse pubbliche.
Per queste ragioni, i gruppi consiliari di opposizione chiedono all’amministrazione comunale di fare piena chiarezza sui costi sostenuti per la predisposizione del dossier da parte della Mediterranea Arte, posto che dall’esame della documentazione risulterebbe che sono stati corrisposti 36.600 euro a fronte di una relazione di circa 50 pagine. Ed ancora si chiedono spiegazioni sulle ragioni che hanno portato a indicare preventivamente il destinatario dell’incarico nell’atto di indirizzo del sindaco, considerato invece che l’individuazione del soggetto cui affidare una prestazione deve avvenire nel rispetto delle competenze degli uffici e delle procedure previste dalla normativa vigente. Consiglieri di opposizione che tornano anche a chiedere spiegazioni sulle prestazioni effettivamente rese dalla Mediterranea Arte e sull’eventuale coinvolgimento di ulteriori soggetti, con particolare riferimento alle collaborazioni onerose e ai relativi impegni economici.
I cittadini di Sciacca, sostengono, hanno diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi e secondo quali procedure vengono affidati gli incarichi. La candidatura a Capitale italiana del Libro, concludono i consiglieri firmatari della richiesta, avrebbe dovuto rappresentare un’occasione di crescita, partecipazione e valorizzazione delle energie del territorio, come è stato fatto dal comune di Monreale che ha portato avanti il proprio dossier di candidatura senza sostenere alcun costo per la redazione ed è poi risultato vincitore e sarà Capitale Italiana del Libro 2027.
