Istituire la figura del Garante Comunale dei Detenuti in tutti quei Comuni che sono sedi di istituti penitenziari. Lo chiede ANCI Sicilia che, attraverso questa proposta, suggerisce di meglio garantire i diritti costituzionali delle persone private della libertà personale puntando su un’azione amministrativa omogenea e capillare sul territorio. L'appello di Anci Sicilia è stato rivolto a tutti i sindaci dell’Isola. Ad oggi, su 22 Comuni che ospitano istituti carcerari, sono appena 4 quelli che hanno attivato la figura del Garante comunale: Palermo, Siracusa, Messina e Trapani, a cui si aggiungono Caltagirone e Catania che hanno già approvato il regolamento sul Garante comunale e che, quindi, a breve, si conformeranno alla norma.
A Sciacca, dunque, la figura manca. Va da sé che l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Fabio Termine e il Consiglio Comunale dovranno adeguarsi portando avanti l'iniziativa, redigendo e approvando l'apposito regolamento comunale e, poi, nominando una figura a garanzia dei detenuti. Sembra scontato il fatto che Sciacca di adeguerà presto alla proposta posto che, com'è noto, il Presidente del Consiglio Comunale Ignazio Messina è anche Vicepresidente di Anci. Il quadro attuale è piuttosto frammentato e rischia di lasciare scoperte la maggior parte delle realtà penitenziarie dell’Isola. All'incontro che si è tenuto a Palermo nella sede dell'Anci erano presenti Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di Anci Sicilia, Antonino De Lisi, Garante regionale dei diritti dei detenuti e Salvo Fleres, esperto e già Garante regionale. La Sicilia, dunque, pur essendo la regione con il maggior numero di strutture penitenziarie in Italia, registra un grave ritardo nell’attuazione di questo importante presidio civico. “Il garante comunale è una figura non obbligatoria che però ha un’importanza strategica per i detenuti e le loro famiglie. Deve essere una figura di raccordo rispetto ad un’offerta di servizi complessivi che il Comune assicura alla collettività. Porsi questo tema significa affrontare tutte quelle problematiche legate anche al reinserimento di queste persone una volta scontata la pena - hanno detto il presidente e il segretario generale di Anci Sicilia, Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano -. L’iniziativa di Anci Sicilia vuole favorire un percorso atto a definire linee guida destinate ai Comuni, sulla base anche di quelle nazionali e del protocollo d’intesa stipulato da Anci nazionale e dal Garante nazionale dei diritti dei detenuti”.
“In un territorio così vasto e denso di istituti penitenziari come la Sicilia – dichiara Antonino De Lisi - avere una delegazione che possa intervenire per le urgenze più immediate nei Comuni è molto importante. Come Garante regionale assicuro piena disponibilità a collaborare con gli enti locali che si doteranno di questa figura, offrendo supporto istituzionale”. Per l'esperto Salvo Fleres “occuparsi dei detenuti, contrariamente a ciò che si pensa, non costituisce un costo per l’amministrazione comunale. Il detenuto che si rivolge al Garante – conclude Fleres – si rivolge allo Stato e si aspetta dunque di essere ascoltato, assistito e tutelato”.
Si invoca anche un regolamento omogeneo per i garanti e un coordinamento regionale per affrontare la gestione delle strutture.
