“I dati presentati in un dossier della Società italiana di epidemiologia psichiatrica sulla salute mentale in Sicilia, descrivono una nuova, gravissima anomalia certificata, che si aggiunge a un quadro già compromesso”. Lo denuncia oggi Michele Catanzaro, Capogruppo Pd all'Ars.
Con un indice regionale di –0,21, tra i peggiori d’Italia, un aumento del 30% del disagio psichico giovanile, del 10% degli accessi psichiatrici al pronto soccorso, personale sotto la media nazionale e TSO quasi doppi rispetto al resto del Paese, è evidente-sostiene il deputato saccense- che la Regione sta fallendo nel garantire un diritto fondamentale. A tutto questo si aggiunge un fatto inaccettabile: oltre 40 milioni di euro destinati ai percorsi terapeutici non risultano pienamente utilizzati. Risorse ferme mentre le famiglie chiedono aiuto, mentre i territori vedono i Centri di salute mentale ridotti a semplici ambulatori, con équipe indebolite e percorsi territoriali sempre più fragili.
E' un dossier che certifica inoltre ritardi strutturali gravissimi – aggiunge Michele Catanzaro – con la Consulta regionale che non viene convocata dal luglio 2024, il Coordinamento tecnico fermo da gennaio 2025, mentre l’ultimo confronto con l’Assessorato risale al dicembre 2025, senza alcun seguito. Di fronte a tutto questo – continua Catanzaro - l’attuale governo regionale ha responsabilità evidenti e non più eludibili. Continuare a negare il diritto alla salute, in ogni settore dell’assistenza, significa lasciare indietro i più fragili e tradire il mandato istituzionale. Come gruppo del Partito Democratico all’Ars – conclude Catanzaro- ribadiamo che la salute mentale deve tornare una priorità assoluta con l’utilizzo immediato delle risorse, la riattivazione degli organismi di confronto, il rafforzamento dei servizi territoriali e un piano straordinario per i giovani.
