Un incontro urgente con il Governatore Renato Schifani per discutere di crisi idrica. Questa la richiesta del Presidente del Libero Consorzio di Agrigento Giuseppe Pendolino, un'iniziativa attraverso cui intende farsi portavoce delle preoccupazioni, in vista dell'estate, di tutti i sindaci della provincia. Alla Regione Siciliana si chiede, insomma, un intervento immediato che possa garantire continuità e certezza nell'approvvigionamento idrico. Al centro del dibattito restano le due problematiche: quella relativa agli autobottisti e all'approvvigionamento idrico sostitutivo, e quella della diatriba economico-finanziaria tra Siciliacque e Aica con l'ente di sovrambito che minaccia di ridurre le forniture se l'azienda pubblica non ottempererà ai suoi corposi debiti. Il Presidente Pendolino, infatti, evidenzia come l'aumento della portata idrica concesso da Siciliacque ad AICA sia stato confermato soltanto per il mese di giugno.
La società ha autorizzato un incremento temporaneo di 60 litri al secondo, rinviando ogni decisione successiva alla definizione di accordi finanziari strutturali. «Prendiamo atto dello sforzo compiuto per il mese di giugno, - dichiara Pendolino - ma non possiamo accettare che il futuro della nostra provincia venga programmato di mese in mese. I cittadini, i sindaci, gli operatori economici e turistici hanno bisogno di certezze. È impensabile affrontare i prossimi mesi, senza avere garanzie su quali saranno le disponibilità idriche effettive». Pendolino sottolinea, inoltre, come la situazione appaia ancora più incomprensibile alla luce delle condizioni degli invasi siciliani: «I nostri cittadini non comprendono come sia possibile continuare a parlare di riduzione delle portate mentre gli invasi registrano livelli ben diversi rispetto a quelli dello scorso anno. Non è più tollerabile che un territorio già duramente provato da mesi di emergenza debba continuare a vivere nell'incertezza e nel timore di nuove restrizioni».
A rincarare la dose contro il governo Schifani arriva anche la nota del Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua Pubblica e i Beni Comuni secondo cui “la Regione continua a remare per la privatizzazione” non rispettando, di fatto, il chiaro esito del referendum di 15 anni fa che ha deciso, in modo inequivocabile, che la gestione del servizio idrico deve essere pubblica e senza finalità di lucro. Per il Forum per l'Acqua Pubblica l'attuazione del referendum è rimasta disattesa posto che “la Regione Siciliana ha mantenuto in vita Siciliacque, gestore di sovrambito privatizzato per il 75% (che, secondo il Forum, raddoppia le tariffe che i siciliani pagano malgrado due sentenze di TAR e CGA ne avessero indicato la tariffa illegittima e sproporzionata rispetto alla media nazionale). Per il Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua Pubblica e i Beni Comuni la Regione avrebbe avallato il costante ricatto economico di Siciliacque nei confronti di AICA, l’unico gestore interamente pubblico, gestore che, a norma di legge, avrebbe dovuto vedersi consegnare fonti idriche ed impianti fin dalla sua costituzione anziché adesso accumulare debiti per pagare la sua stessa acqua.
Oggi il Governo Schifani – scrive il Forum - vorrebbe imprimere una ulteriore accelerazione ai processi di privatizzazione con la presentazione di un nuovo ddl che ha l’obiettivo dichiarato di pervenire ad una gestione unica regionale comprimendo le competenze degli enti locali garantite dalla Costituzione e riversando sui cittadini ulteriori esorbitanti costi di gestione. Il Forum siciliano si opporrà in ogni sede a questo ennesimo tentativo di privatizzazione e chiama a a raccolta sindaci, consigli comunali, realtà laiche e religiose, per schierarsi nuovamente insieme a tutela del Bene Comune per eccellenza.
