Sarebbero stati pedine nelle mani del boss Matteo Messina Denaro. Con questa accusa la corte d’appello di Palermo ha confermato le condanne a carico dell’architetto Massimo Gentile e del tecnico radiologo Cosimo Leone. Il primo è stato condannato ad 8 anni e 6 mesi con una lieve riduzione rispetto ai 10 anni avuti in primo grado, mentre a Leone sono stati inflitti e confermati gli 8 anni di reclusione.
Massimo Gentile è accusato di associazione mafiosa, Cosimo Leone, invece, di concorso esterno in associazione mafiosa. Come si ricorderà, entrambi vennero arrestati nell’ambito delle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo sulla rete di complici che avrebbe coperto la latitanza di Matteo Messina Denaro. Secondo i pm Gianluca De Leo e Piero Padova, Gentile avrebbe prestato la sua identità al mafioso ricercato consentendogli di acquistare una macchina e una moto, mentre Leone si sarebbe occupato del boss ormai malato durante un ricovero all’ospedale “Abele Ajello” di Mazara del Vallo, quando all’inizio di novembre del 2020, fu sottoposto a un primo intervento chirurgico.
Avrebbe seguito la sua iniziale trafila sanitaria e gli avrebbe fornito un'utenza telefonica sicura. Per Gentile, che avrebbe messo a disposizione del boss la sua identità e anche una Fiat 500, è caduta l'aggravante del reimpiego dei soldi di provenienza illecita.
Al tempo stesso, la Corte d'Appello di Palermo ha confermato l’assoluzione di Leonardo Gulotta, il giovane bracciante agricolo di Campobello di Mazara che era finito in carcere il 27 aprile 2024 con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Gulotta, secondo i pubblici ministeri, avrebbe messo a disposizione dell'allora latitante la propria utenza telefonica. Durante il processo di primo grado venne fuori l’insussistenza di elementi gravi a carico di Gulotta e venne evidenziato il fatto che sarebbe esistito un numero telefonico identico a quello di Gulotta, tranne che per una cifra, che la procura stessa attribuiva in uso al latitante, sebbene intestato ad altro soggetto, una delle donne da lui frequentate. Per lui assoluzione sia in primo grado sia in appello: si sarebbe trattato soltanto di una sfortunata coincidenza.
