Potenziare controlli e monitoraggi delle aree boschive siciliane e prevedere interventi di contrasto all'erosione del territorio e al dissesto idrogeologico. Lo chiede Italia Nostra Sicilia al governo regionale guidato dal Presidente Renato Schifani. “L'emergenza – scrive Italia Nostra – non si esaurisce con lo spegnimento delle fiamme. Gli incendi non sono una fatalità. Servono prevenzione, controllo del territorio e tecnologie per individuare tempestivamente i focolai. Le indicazioni tecniche esistono. Le tecnologie esistono. E le competenze esistono. Occorre fare di più”. Italia Nostra interviene su un doppio binario: uno è quello della prevenzione, l'altro è quello che serve fare dopo lo spegnimento dei roghi.
Nella nota firmata dal Presidente del Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia Nella Tranchina, dal Consigliere della Giunta Regionale e Presidente Italia Nostra della sezione di Trapani-Paceco Antonio Pellegrino e dal Consigliere Italia Nostra della sezione di Palermo Ernesta Murabito si evidenzia come vada rafforzata la sorveglianza delle aree a rischio, controllare gli accessi, mantenere la viabilità rurale e forestale, realizzare e mantenere efficienti le fasce tagliafuoco e monitorare costantemente le condizioni di pericolosità. La tecnologia deve diventare parte integrante della prevenzione. Droni, satelliti, sensori e telerilevamento consentono di individuare tempestivamente i primi focolai e ridurre i tempi di intervento. Prevenzione significa anche individuare e perseguire chi appicca gli incendi: servono più controlli, attività investigative e un coordinamento stabile con le Forze dell’Ordine. Dopo l’incendio il territorio va controllato. Le aree percorse dal fuoco devono essere mappate, catastate e monitorate nel tempo, con particolare attenzione al rischio di erosione, dissesto idrogeologico e perdita di biodiversità. Serve una pianificazione forestale che distingua le aree da tutelare, quelle da lasciare alla rigenerazione naturale e quelle che richiedono interventi di ricostituzione. Il cambiamento climatico rende tutto più grave: siccità, temperature elevate e aridità aumentano la vulnerabilità della vegetazione. Italia Nostra Sicilia chiede alla Regione un sistema regionale integrato di monitoraggio, sistemi di rilevazione precoce degli incendi, più presidio e controllo delle aree a rischio, il rafforzamento del Corpo Forestale Regionale, con nuove assunzioni, organici adeguati, distaccamenti e presidi territoriali potenziati, mezzi e attrezzature efficienti; il pieno impiego del personale forestale nei periodi di maggiore rischio; manutenzione di viabilità forestale e fasce tagliafuoco; Catasto degli incendi e monitoraggio pluriennale, con valutazione del rischio idrogeologico; rafforzamento delle indagini sugli incendi dolosi; coordinamento stabile tra Regione, Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Forze dell’Ordine, enti locali e gestori delle aree protette; controllo degli obblighi di prevenzione dei proprietari e gestori delle aree private; informazione e formazione permanente della popolazione; e maggiori risorse finanziarie pluriennali, regionali, nazionali ed europee. La Sicilia – conclude Italia Nostra - non può continuare a vivere nell’attesa del prossimo incendio. Perché quando brucia un bosco che ha impiegato decenni, spesso secoli, per formarsi, è già troppo tardi.
