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Mafia in Lombardia, condannati anche imputati di Castelvetrano e Trapani

Mafia in Lombardia, condannati anche imputati di Castelvetrano e Trapani

Presunte alleanze criminali tra affiliati di Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra per portare a termine degli affari in Lombardia. Il gup del Tribunale di Milano Emanuele Mancini ha condannato, con rito abbreviato, 62 imputati a pene fino a 16 anni di reclusione e ne ha mandati a processo 45 nel maxi procedimento a carico di 145 persone, scaturito dall'inchiesta "Hydra" della Direzione Distrettuale Antimafia. Tra i condannati ci sono presunti esponenti delle famiglie mafiose di Castelvetrano e Trapani: 14 anni e 4 mesi per Bernardo Pace, 12 anni per Michele Pace e 11 anni e 4 mesi per Domenico Pace, ritenuti esponenti del mandamento della provincia di Trapani. 13 anni, invece, sono stati inflitti a Giovanni Abilone di Castelvetrano. In più, ai danni dei fratelli Abilone è stata disposta la confisca di circa 218 milioni di euro a loro riconducibili, soprattutto presunti crediti Iva fittizi. Tra i soggetti rinviati a giudizio e per i quali il dibattimento si aprirà il prossimo 19 marzo, ci sono Paolo Aurelio Errante Parrino e Gioacchino Amico, il primo, in particolar modo, è ritenuto referente in Lombardia degli uomini di Matteo Messina Denaro e parente del capomafia morto nel 2023. Il giudice ha riconosciuto le accuse, soprattutto l'associazione mafiosa "costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni" criminali. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo si sono avvalse, tra le altre cose, anche delle dichiarazioni di alcuni pentiti, mentre la maggior parte degli imputati oggi si trova in carcere. Degli 80 imputati in abbreviato, 18 sono stati assolti, 9 hanno patteggiato e 11 sono stati prosciolti in udienza preliminare, mentre sono state disposte confische per circa mezzo miliardo di euro, confische che ovviamente arriveranno se le sentenze dovessero diventare definitive. Il cosiddetto “sistema lombardo” che avrebbero ricostruito gli inquirenti sarebbe poggiato, soprattutto, sul contesto mafioso, su bancarotte e truffe.

Un filo diretto tra Lombardia, Campania, Calabria e Sicilia, con una ramificazione criminale che avrebbe portato anche verso le famiglie mafiose sottoposte un tempo a Matteo Messina Denaro in un giro vorticoso di affari e denaro.

tags: mafia, Lombardia, Sicilia, Matteo Messina Denaro, processo, DDA, Hydra, @trapani


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