Dopo le tappe al Complesso Monumentale “Fazello” di Sciacca e al Museo Regionale “Pepoli” di Trapani, la mostra di maioliche dal titolo “Al tornio e a mano, forme della ceramica contemporanea tra Burgio e Sciacca” sarà presto inaugurata anche al Museo Regionale “Antonino Salinas” di Palermo, lo stesso che fino ad un anno fa ospitava la statuetta fenicia del Melqart, oggi a Sciacca al “Fazello”. La mostra, com'è noto, è stata curata da Vito Ferrantelli, Sergio Intorre, Maria Reginella, Tony Russo e Francesco Volpe, e organizzata dall’Associazione Culturale Pro Muceb - Museo della Ceramica di Burgio.
Una sessantina le maioliche esposte, opera di 42 artisti ceramisti - 36 saccensi, 4 di Burgio, 1 di Calamonaci e 1 di Villafranca Sicula - che, al “Fazello” e al “Pepoli”, hanno fatto registrare l’apprezzamento dei numerosi visitatori. Nelle sale del noto museo trapanese le opere degli artisti di Burgio e Sciacca, due città agrigentine, che, com'è risaputo, fanno parte dell’Associazione Italiana delle Città della Ceramica che ha sede a Faenza. Entrambe le località hanno saputo coniugare nel tempo tradizione e innovazione. Nelle splendide vetrine trapanesi, gli albarelli, i cilindroni e le bocce hanno dialogato con le creazioni dei ceramisti di oggi, in un serrato confronto tra tradizione e modernità. Prossima tappa, come detto, a Palermo, al “Salinas” che possiede una delle più ricche collezioni archeologiche d'Italia, che vanno dalla preistoria al medioevo. Nato nel 1814, è stato museo nazionale fino al 1977, ed è dedicato ad Antonino Salinas, celebre archeologo e numismatico palermitano, che lo diresse dal 1873 fino alla morte nel 1914. Un altro scrigno di bellezza, dunque, per una mostra che sta contribuendo a valorizzare le pregiate maioliche di Sciacca e Burgio.
