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Pedofilia on line, report della Polizia di Stato. Cresce l'allarme digitale

Pedofilia on line, report della Polizia di Stato. Cresce l'allarme digitale

2623 casi trattati, 224 arresti, 1085 persone denunciate, 1039 perquisizioni eseguite e 2876 siti web oscurati. Sono questi i dati allarmanti, riferiti al 2025, del report della Polizia di Stato denominato «Tracce digitali, vittime reali: l’impegno a difesa e protezione dei più piccoli» e dedicato al contrasto della pedofilia e della pedopornografia online. Più di 2800 i siti internet oscurati facenti parte del cosiddetto dark web a testimonianza che i casi più gravi ed i rischi maggiori provengono sempre di più dalla rete internet nonché dall'uso distorto, o per meglio dire, dall'abuso dell'intelligenza artificiale.

Nel report della Polizia di Stato, tra le altre cose, si legge che «L'emersione del materiale di abuso sessuale su minori generato o manipolato con intelligenza artificiale non rappresenta più un rischio futuribile, ma una realtà investigativa e regolatoria attuale». «Si registra un crescente utilizzo distorto di tali tecnologie - avvertono gli autori del report - per la produzione di materiale di sfruttamento sessuale minorile, sia attraverso la manipolazione di immagini di minori reali, sia mediante la creazione di contenuti illeciti raffiguranti minori inesistenti».

In Sicilia le operazioni hanno coinvolto un po' tutte le province, ma quelle più gravi sono state registrate nelle aree di Palermo, Catania e Ragusa ed hanno coinvolto, come carnefici, soggetti compresi tra i 40 e i 60 anni. Tra i fenomeni più pericolosi si conferma l’adescamento online, anche perché bambini e ragazzini usano sempre più precocemente social network, app di messaggistica istantanea e videogiochi online violenti. Secondo i dati del 2025 le fasce d'età più a rischio sono state quelle tra 10 e 13 anni e quelle tra 14 e 16 anni. Ben 223 gli episodi di estorsione sessuale online che hanno interessato, per la maggior parte, minori maschi, e 365 i casi di cyberbullismo. «I rischi della rete restano molteplici. I minori possono essere vittime di adescamento o indotti a produrre immagini intime, esponendosi a fenomeni come la pedopornografia, il revenge porn e la sextortion, con conseguenze spesso rilevanti sul piano psicologico e relazionale». A lanciare l’allarme è proprio Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica. “Contenuti inappropriati – avverte Gabrielli - risultano facilmente accessibili anche ai più piccoli, favorendo un’esposizione precoce alla sessualità e la partecipazione a gruppi chiusi in cui vengono condivise immagini di varia natura, incluse rappresentazioni di violenza estrema, come il materiale "gore", con possibili ricadute sullo sviluppo emotivo e cognitivo».

Le uniche armi di tutela per i minori restano, oltre alle operazioni delle forze dell'ordine, la prevenzione e la sensibilizzazione con un impegno condiviso tra istituzioni, famiglie e contesti educativi, fondato sulla consapevolezza dei rischi connessi all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

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