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Un milione di siciliani sono senza servizi bancari. Disagi nei piccoli Comuni

Un milione di siciliani sono senza servizi bancari. Disagi nei piccoli Comuni

Niente banche, niente servizi e niente sportelli ATM. In Sicilia quasi un milione di cittadini sono sprovvisti di servizi bancari. I dati, allarmanti, sono quelli trasmessi dalla Fondazione Fiba di First Cisl. La desertificazione bancaria in Sicilia sta diventando un vero e proprio allarme sociale con sempre più filiali che vengono soppresse determinando gravissimi disagi per gli utenti, soprattutto nei piccoli Comuni, ovviamente anche in provincia di Agrigento. Ai correntisti non restano altre alternative se non quelle di spostarsi nelle banche presenti nelle città più grandi percorrendo chilometri su reti viarie non sempre all'altezza oppure quella di affidare i propri risparmi unicamente agli uffici di Poste Italiane. I disagi non riguardano soltanto gli utenti, ma pure le stesse imprese siciliane, ben 20 mila non hanno più una filiale disponibile mentre 29 mila possono fruire di un solo sportello.

Fra distanza dai mercati, carenze infrastrutturali, concorrenza, dotazione di servizi, fare economia in Sicilia è diventata un’impresa nell’impresa. Il report certifica che sul territorio isolano sono attivi 21 sportelli per ogni 100mila abitanti: la terza peggiore media nazionale. Il ricorso all’internet banking non compensa queste difficoltà se è vero che la Sicilia è quart’ultima per utilizzo dei servizi informatici finanziari con una percentuale del 44 per cento. Fanno peggio soltanto Basilicata, Campania, Calabria. La puntuale analisi, elaborata dalla Fondazione Fiba, su dati Banca d’Italia e Istat, è alquanto eloquente. Messina, Enna, Palermo, Agrigento sono le province con maggiore desertificazione assoluta e parziale, statistica alla quale va ad aggiungersi Catania.

“La freddezza dei numeri è disarmante – dice il Segretario generale First Cisl Sicilia, Fabio Sidoti –. Assistiamo ad un progressivo scivolamento che mette in difficoltà intere comunità. I servizi bancari sono reputati essenziali per questo siamo impegnati nel contrasto di un fenomeno socialmente grave. Da tempo stimoliamo la politica ad assumere iniziative utili. Come Cisl e First Cisl continuiamo a battere sulla costituzione dell’Osservatorio regionale sull’attività bancaria che agisca da sentinella sul territorio. Va compreso che la desertificazione bancaria è un fenomeno che non può più essere ignorato dai decisori istituzionali perché il disimpegno delle banche genera spopolamento, rinuncia agli investimenti, chiusura di attività, riduzione del reddito complicando la vita di famiglie e imprese”.

Riccardo Colombani, Segretario generale nazionale First Cisl inserisce il tema del risiko bancario: “Le operazioni straordinarie di aggregazione sono tra le cause principali di desertificazione bancaria. Ma senza filiali sui territori sono le persone più fragili, a cominciare dagli anziani, che vanno incontro ai disagi maggiori. Per questo diventa sempre più importante il ruolo delle piccole banche, come le banche di credito cooperativo, che restano ancorate ai territori”.

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